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RE: [OT] Scienza e Tecnologia
http://www.ilgiornale.it/news/cultura/mi...31804.html
Mia carissima nemica, quante litigate sul Nulla
Atea dalla grande onestà intellettuale, a Dio preferì un atto di fede nel nichilismo. Credeva in una tecnologia interamente dedicata al progresso e al benessere dell'Uomo
Antonino Zichichi - Dom, 30/06/2013 - 09:08
Il più bel ricordo che ho di Margherita Hack è quando a Siena mi disse che preferiva il Nulla.Eravamo entrambi ospiÂti dell’Arcivescovo di Siena, monÂsignor Gaetano Bonicelli, che aveva deciso di dar vita a una seÂrie di incontri tra scienziati, uno credente e l’altro ateo.
La serie veniva aperta da noi due.
La Chiesa Universitaria era stracolÂma. Attacca lei e spiega i motivi per cui non poteva credere in Dio. Nel mio intervento spiego i motivi per cui io credevo (e creÂdo) in Dio.
Ed ecco come viene fuori il NulÂla. Il messaggio che viene dalla Scienza- dicevo e dico- è che esiÂste una Logica Rigorosa cui il monÂdo deve obbedire, dall’univerÂso subnucleare all’universo fatÂto con stelle e galassie. La proÂfessoressa Hack lavora studianÂdo l’universo fatto con stelle e galassie. Io lavoro invece stuÂdiando l’universo subnucleaÂre, le cui leggi e regolarità sono necessarie per capire che cos’è una stella. E infatti il mistero del Sole ha resistito fino a quandoÂa metà degli anni ’40 del secolo scorso - non è stato capito che cos’è una stella.
Se l’uomo avesse continuato a osservare sempre meglio le stelle, ancor oggi non sapremÂmo che cos’è una stella. La luce che emette il nostro sole è un feÂnomeno che avviene sulla suÂperficie di una stella. Perché non si spegne né esplode ce lo dicono le leggi dell’universo suÂbnucleare. Il sole è infatti una candela a fusione nucleare. Non si spegne in quanto ha una valvola di sicurezza perfetta. Questa valvola è la cosiddetta carica debole (da non confonÂdere con la carica elettrica) la cui prima misura di alta preciÂsione è stata fatta al Cern dal mio gruppo. La candela nucleaÂre non esplode in quanto essa si raffredda perfettamente emetÂtendo neutrini. Il sole brilla più di neutrini che di luce. Che doÂvesseroesistere i neutrini non lo aveva capito nessuno fino a metà del secolo scorso. Adesso, grazie ai lavori fatti con la macÂchina del Cern ( Lep), è fuori diÂscussione che esistono tre tipi di neutrini. Il fisico che ha proÂposto l’esistenza del terzo tipo di neutrini facendo i primi espeÂrimenti al Cern è colui che dice all’amica Hack:se l’universo suÂbnucleare non fosse retto da una logica rigorosa io sarei diÂsoccupato. Non saprei cosa faÂre domani. Né avrei mai potuto far niente nella mia carriera di fiÂsico impegnato a decifrare la loÂgica scritta nel libro della natuÂra. Se c’è una logica deve esserÂci un Autore. Ecco perché io creÂdo in Colui che ha fatto il MonÂdo. L’ateismo nega l’esistenza dell’Autore. Negare l’esistenza di questa logica corrisponde a negare l’esistenza della ScienÂza. L’ateismo non sa dimostraÂre com’è possibile l’esistenza di una logica senza che ci sia CoÂluÂi che di questa logica è l’AutoÂre. Ecco perché io dico che l’ateismo non è atto di ragione ma di fede nel Nulla.
A questo punto Margherita chiede il microfono all’arciveÂscovo e dice: «Sono d’accordo con ciò che ha detto il professoÂre Zichichi. Io, Margherita Hack, preferisco l’atto di fede nel Nulla all’atto di ragione che mi porterebbe a credere in Dio».In molte occasioni ho citaÂto come esempÂio di onestà intelÂlettuale questa affermazione di Margherita Hack. Iddio solo sa quanto ci sia oggi bisogno di onestà intellettuale.
La crisi di questi anni porta alÂla mia memoria i tempi della Guerra Fredda. Ci legava l’utoÂpia di una Scienza senza segreti e senza frontiere. C’è un solo modo perché questa utopia possa diventare realtà : chiudeÂre i laboratori segreti. A metà deÂgli anni Ottanta, avvenne a GiÂnevra un evento senza preceÂdenti, Margherita Hack mi teleÂfonò dicendo che era felice per quanto aveva appreso. A GineÂvra, Reagan e Gorbachev si imÂpegnavano a smantellare i laboÂratori segreti. I capi delle due suÂperpotenze avevano tradotto in un’azione concreta quanto sostenuto nel Manifesto di EriÂce. La Cultura dominante accuÂsava noi scienziati di essere i veÂri responsabili del pianeta imÂbottito con bombe nucleari, noÂnostante il Manifesto di Erice fosse stato firmato da diecimila scienziati di 115 nazioni.
Margherita Hack era con noi nel sostenere che le grandi conÂquiÂste della Scienza e le conseÂguenti invenzioni tecnologiÂche possoÂno dar vita a tecnoloÂgie interamente dedicate al beÂnessere e al progresso civile e sociale soltanto se si smantellaÂno i laboratori che lavorano a porte chiuse. Bisogna distinÂguere nettamente la Scienza dalla Tecnica. Noi scienziati abbiamo la responsabilità delÂle scoperte scientifiche. La reÂsponsabilità di privilegiare le invenzioni tecnologiche periÂcolose per la vita e il rispetto dei valori su cui si fonda una soÂcietà libera, democratica e civiÂle, è del potere politico ed ecoÂnomico. Affinché le scoperte scientifiche siano interamenÂte dedicate al benessere e al progresso civile e sociale è neÂcessario che l’utopia della scienza senza segreti e senza frontiere diventi realtà .
Margherita Hack è un esemÂpio di onestà intellettuale e di forte impegno per la più civile delle battaglie culturali: scienÂza senza segreti e né frontiere.
Una  fredda nebbia illividisce il cielo,
le notti incominciano prima.
Tutti conoscono il declino,
ma pochi ne discernono la linea di confine.
Cher03@hotmail.it
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