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RE:   Votare sì cosa implica?
Sbagli, leggi il mio post precedente.
Il piano strategico nazionale DEVE essere fatto, ma senza il nucleare
Scusa, hai postato mentre scrivevo e no l'ho letto. Rimedio subito.
Intanto non viene definito un arco temporale, che potrebbe essere di 1 giorno o 10 anni. Il senso, piuttosto contorto, dell'articolo è che non si procede fino a quando non siano acquisiti ulteriori ecc.
Quindi non dice che non si farà il nucleare, ma solo che è rimandato.
Eliminando questo comma non rimane da nessuna parte il fatto che il nucleare si farà , semplicemente si abroga una eventuale possibilità di farlo.
Quello che dici è giusto: non avendo fissato un limite di tempo, si potrebbe riavviare un programma nucleare anche il 14 giugno. Il comma "rimanda" il tutto. Non vedo però come abbrogarlo comporti l'impossibilità di costruire centrali. Una cosa è la volontà di chi segna SI (che ovviamente vuole escludere la possibilità di un futuro piano nucleare) un'altra è ciò che dice il testo referendario.  Ricordiamoci che il referendum è puramente abbrogativo. Io con il referendum impongo che il governo non possa prendersi la pausa riflessiva: ottimo, allora proseguo subito, ripristinando tutti i commi precedenti dal 2 al 7 (se è ancora nelle mie intenzioni).
Sembra un sofismo ma la legislazione italiana è fatta così.
Abrogando questo comma non si elimina la necessità di Strategia energetica nazionale, che potrà essere naturalmente definita in un qualsiasi momento successivo al referendum.
La necessità non si elimina, questo è ovvio, le necessità fisiche non si eliminano per legge. Però si elimina l'intenzione di procedere.
Esempio banale:
Io ho sete (necessità ). Tu mi vuoi dare dell'acqua (procedere alla definizione della strategia ). Io ti dico di aspettare (referendum). Dopo qualche minuto la mia necessità resta, si deve vedere se c'è ancora la tua disponibilità a dissetarmi. Â
Capisco quale sarebbe l'intenzione referendaria, procedere alla definizione del piano solo dopo essersi accertati che non si possa inserire l'opzione nucleare. Ma questo, a mio parere, non lo si decide certo con il suddetto referendum (in pratica ciò che ho scritto prima).
Il problema di questo comma non è quello che dice, che è abbastanza scontato, ma quello che non dice:
non viene detto che la Strategia energetica nazionale non contemplerà il nucleare, concetto che invece il referendum tende ad affermare.
E no! E' questo l'inghippo. Tu hai ragione, tutto vero; solo che l'eliminazione del comma uno non esclude la possibilità di aprire centrali, esclude la possibilità di fermarsi per pensarci.
Certo che servirebbe un giurista per esserne sicuri.
La Strategia energetica nazionale dovrà sicuramente essere ridefinita, ma nel caso in cui il SI vincesse, vorrei proprio vedere quale partito o governo avrà il coraggio di andare contro la volontà popolare non escludendo il nucleare nelle sue forme attuali dalla suddetta Strategia.
Questo è un altro discorso. Le intenzioni espresse con il voto sono chiare (a differenza dei reali vincoli legislativi). Anzi,per capire da che parte soffia il vento,  non sarebbe neanche necessario un referendum. E' lampante che la maggioranza della popolazione sia contraria (i motivi per cui lo è mi incitano a scappare dal Paese il prima possibile, ma questa è un'altra storia). Sicuramente, come fai notare tu, nessun partito o governo avrà il coraggio di presentare un programma nucleare, almeno non alle prossime elezioni.
E si torna a quello che dicevo io... tanto rumore per ritrovarsi, dal punto di vista legislativo, tra 10 anni al punto di partenza.
Gli italiani voteranno:
1. contro l'ipotesi di riprendere il nucleare dopo il ripensamento
2. contro l'ipotesi di una Strategia energetica nazionale che non escluda il nucleare
Gli italiani andranno con l'intenzione di votare per questo, gli effetti reali non sono sicuro che saranno davvero quelli voluti.
Messaggio modificato il: 06-06-2011 alle 03:42 da nikonzen.
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