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email su nucleare e media
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Cher
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RE: email su nucleare e media


No, negativo non scarica. Cmq quando è disponibile il libro lo ordino.
Grazie per la segnalazione.


Una  fredda nebbia illividisce il cielo,
le notti incominciano prima.
Tutti conoscono il declino,
ma pochi ne discernono la linea di confine.



Cher03@hotmail.it
18-01-2011 13:27
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sexyteo
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RE: email su nucleare e media

Il Gruppo l'Espresso ha colpito ancora! Tramite un articolo di Antonio Cianciullo, comparso su Affari & Finanza del 17 Gennaio 2011 (pagina 23), dal titolo Non c'è recessione per le energie pulite e un altro articolo di Paolo Casicci (pagine 34,35,36 e 37), dal titolo Questione Centrale, sul numero odierno dell'allegato Venerdì di Repubblica, a cui segue un articolo di Riccardo Staglianò (pagina 38 e 39) dal titolo evocativo "E in Finlandia il sogno italiano é già un incubo", il gruppo editoriale torna a parlare di energia.
Affinché ognuno possa farsi chiara l'idea, allego integralmente gli articoli citati.
Nell'articolo di Antonio Cianciullo viene dato grande risalto al World Future Energy Summit 2011 di Abu Dhabi. Ovviamente, l'autore, fa una gran confusione tra potenza installata ed energia effettivamente  prodotta, infatti afferma che "Secondo le previsioni dell'European Photovoltaic Industry Association il fotovoltaico dovrebbe mantenere le posizioni raggiunte nel 2010 (con un raddoppio rispetto all'anno precedente), in attesa di un ulteriore raddoppio al 2014 che consentirebbe di arrivare a 30 mila megawatt.".
Lasciando perdere i sogni dell'autore dell'articolo e andando a vedere i fatti, nel 2008, gli impianti nucleari del mondo hanno prodotto 2.730.823 GWh di energia elettrica, mentre la somma di solare (termico e fotovoltaico) e eolico ha prodotto 12.016 + 898 + 218.504 = 231.428 GWh (dati I.E.A.):
http://www.iea.org/stats/electricitydata...RY_CODE=29
In altre parole, l'energia elettrica, prodotta per fonte nucleare al mondo,  é quasi 12 volte (2.730.823/231.428) superiore alla somma di quella prodotta per fonte solare ed eolica! L'energia elettrica prodotta per fonte nucleare é quindi un ordine di grandezza superiore alla somma delle rinnovabili (solare ed eolico). Da notarsi come la componente solare (termico e fotovoltaico) sia trascurabile all'interno della già trascurabile quota delle rinnovabili, infatti il confronto con l'eolico é imbarazzante: il solare é circa 1/17 dell'eolico! Il solare termico é poi una quota trascurabile rispetto allo stesso fotovoltaico (rapporto di 1/13 circa). Praticamente é un confronto tra infinitesimi! Toungue
Qui vi é il trend dal 1972 sino al 2008 (dati I.E.A.) dell'energia elettrica (GWh) prodotta al mondo, diversificata in base alla fonte:
http://www.iea.org/stats/pdf_graphs/29ELEC.pdf
si commenta da se! La somma dell'energia elettrica prodotta con il solare, eolico e geotermico é trascurabile (dati odierni)!

Tuttavia, il giornalista, é costretto ad ammettere che "Il totale dell'elettricità prodotta dall'atomo è superiore a quello delle rinnovabili di nuova generazione" (nuova generazione!? L'energia elettrica prodotta per fonte elettronucleare é superiore di un ordine di grandezza, 12 volte per la precisione, alla somma di tutte le rinnovabili, di qualunque generazione e tipo escluso l'idroelettrico!) poi però prosegue nel delirio affermando che "se si esamina il trend degli ultimi anni la prospettiva cambia. «Prendiamo i cinque anni che vanno dal 2005 al 2010: in questo periodo la nuova potenza eolica e solare installata nel mondo è stata 14 volte maggiore rispetto alla nuova potenza nucleare», osserva Gianni Silvestrini, direttore scientifico del Kyoto Club. «Calcolando l'elettricità effettivamente prodotta dai nuovi impianti installati nei sei anni, l'atomo viene comunque battuto dall'accoppiata sole e vento per 3 a 1. Anche prendendo l'assieme delle centrali, il sorpasso dell'energia elettrica prodotta da eolico e fotovoltaico su quella prodotta dal nucleare è vicino: penso che avverrà nell'arco di una quindicina di anni».".
Vorrei sapere quale trend sia stato analizzato da Gianni Silvestrini, poiché i dati I.E.A. che ho riportato lo smentiscono clamorosamente.
In quelle affemazioni, come ho già detto, viene fatta confusione tra la potenza installata e l'energia effettivamente prodotta. Purtroppo per le rinnovabili (solare ed eolico) esiste la notte e il meteo avverso!
Per esempio, sull'eolico negli USA, i dati della stessa American Wind Energy Association A.W.E.A. (che é l’associazione degli industriali degli aerogeneratori, quindi una categoria di parte) riporta che che gli impianti eolici americani hanno una potenza installata di 35 GW (pagina 4) peccato però che producano solo l'1,8 % di energia elettrica (pagina 6):
http://www.awea.org/documents/reports/An...Teaser.pdf
ciò accade perché esiste il capacity factor (ne ho già parlato), in altre parole il vento non soffia sempre e a volte non soffia per niente o molto poco, quindi hai voglia di installare aerogeneratori!
In pratica, i 101 GWe di potenza elettrica nucleare, attualmente installati (2008) negli Stati Uniti, producono 838 TWh di energia elettrica che rappresentano il 20% della produzione elettrica statunitense, mentre i 35 GW di eolico producono 55,7 TWh di energia elettrica che rappresentano neanche il 2% della produzione elettrica statunitense!
http://www.iea.org/stats/electricitydata...RY_CODE=US
Quindi, la potenza elettronucleare statunitense (GW) é quasi tre volte quella eolica ma produce 15 volte di energia (TWh) rispetto a quella eolica!
http://www.iea.org/stats/pdf_graphs/USELEC.pdf
Per maggiori dettagli, sulla politica energetica americana, riporto i dati dell'ente governativo statunitense U.S. Energy Information Administration (E.I.A.):
http://www.eia.doe.gov/cneaf/electricity...at1p2.html
http://www.eia.doe.gov/cneaf/electricity...le1_1.html
Senza considerare il costo assai più elevato dell'energia eolica rispetto alla fonte elettronucleare:
http://www.world-nuclear.org/info/inf02.html
e i problemi a gestire, nella rete elettrica, produzioni di energia assai scostanti nel tempo come quella eolica (e solare).

A pagina 18 e 19 del rapporto I.E.A. (International Energy Agency) Key World Energy Statistics 2010 é rappresentato l'andamento della produzione di energia elettronucleare dal 1971 sino al 2008, ripartito per macroaree (OECD, Asia, non-OECD Europe, ecc.):
http://www.iea.org/textbase/nppdf/free/2...s_2010.pdf
dal 1971, al mondo, si é passati da 203 TWh prodotte per fonte elettronucleare ai 2.731 TWh del 2008, con un aumento di 13,5 volte!
Nelle tabelle seguenti sono riportate le potenze installate (GW) per Stato con relativa percentuali; a pagina 26 (del pdf del rapporto I.E.A. in questione) sono rappresentati i diagrammi a torta della produzione di energia elettica, per fonte, nel 1973 e nel 2008: nel 1973 la fonte elettronucleare rappresentava il 3,3% dell'energia elettica totale prodotta al mondo, nel 2008 l'energia elettrica per fonte nucleare rappresenta il 13,5% contro il 2,8% di tutte le rinnovabili (solare termico e fotovoltaico, eolico, geotermico e biomasse) escluso l'idroelettrico.
A pagina 42 e 43 (del pdf del rapporto I.E.A. in questione) sono riportati gli andamenti dei costi dei combustibili fossili, assai preoccupanti e che pesano sopratutto nella bolletta elettrica italiana gas-dipendente!

Nell'articolo di Cianciullo, é riportato un grafico di qualenergia che é un portale legato a Legambiente:
http://qualenergia.it/extra.php?menu=Chi%20Siamo
e si vede, data la faziosità:
http://qualenergia.it/index.php?ricerca=1&tip=5
tale grafico, sul confronto nucleare - eolico, é smentito dai dati dall'agenzia internazionale dell'energia che ho appena riportato.
Torno all'antica questione: perché l'editore l'espresso utilizza dati di associazioni di parte e faziose? Perché non utilizza dati pubblici internazionali e non interpella gli accademici delle facoltà e dipartimenti di ingegneria, fisica, scienze delle università pubbliche italiane!?

L'articolo prosegue riportando un virgolettato di Alberto Clò che prospetta un declino in atto dell'energia elettronucleare. Questo grafico é sufficiente a smentirlo:
http://www.world-nuclear.org/uploadedIma...uction.png
percentualmente c'é stato un piccolo calo PERCENTUALE (rispetto alle fossili, sopratutto) della produzione di energia elettronucleare, di circa 2% (sul totale), negli ultimi 20 anni, ma anche un aumento nella produzione di energia (TWh) nello stesso intervallo di tempo; in altre parole, la richiesta di energia elettrica negli anni, é aumentata più velocemente dell'incremento della produzione di energia per fonte elettronucleare; ma sopratutto i programmi nucleari civili mondiali (dati Gennaio 2011) che vedono 63 reattori in costruzione, per un totale di 65 GWe, ben 156 reattori ordinati per 175 GWe e 322 reattori proposti per 367 GWe:
http://www.world-nuclear.org/info/reactors.html
Si veda, nella tabella contenuta nel link soprastante, il programma elettronucleare della Cina, citata a sproposito nell'articolo in discussione.

Tuttavia in un articoletto in fondo alla pagina, firmato di Patrizia Feletig, é riportata un intervista all'economista della I.E.A. Faith Birol che afferma "non rinunciamo al nucleare".... "Il nucleare non riceve sussidi finanziari perché in linea di massima è già competitivo.".

Per quanto riguarda gli scenari futuri, é abbastanza ridicolo riportare i dati basati sul fabbisogno di energia primaria (include tutti i fabbisogni di energia: trasporti, riscaldamento, industria, agricoltura e pesca, ecc.), in quanto l'energia nucleare (come per altro quella idroelettrica e eolica), soddisfa il fabbisogno elettrico di energia, infatti, finché non si adopererà la elettrificazione dei trasporti pubblici e privati (trazione elettrica) e attraverso il teleriscaldamento, rifornire di calore (acqua calda) le abitazioni circostanti (come la Centrale nucleare di Beznau in Svizzera) per il riscaldamente invernale, l'energia nucleare soddisferà prevalentemente il fabbisogno elettrico!
http://www.iea.org/stats/balancetable.as...RY_CODE=29
Nel contesto di energia primaria le fossili sono in dominio assoluto (pagina 48 del pdf):
http://www.iea.org/textbase/nppdf/free/2...s_2010.pdf
Ergo, l'energia nucleare, va contestualizzata negli scenari futuri per la soddisfazioine della domanda di fabbisogno elettrico di energia.
Le prospettive per l'energia nucleare, sono enormi, e ben documentate in questo studio, dal titolo Nuclear Energy Outlook 2008, del NEA/AEN - OECD; a pagina 3 (é la sintesi, in lingua italiana):
http://www.oecd-nea.org/neo/summaries/italian.pdf
e nel WNA Nuclear Century Outlook:
http://www.world-nuclear.org/outlook/cle...html?chart

Sulla centrale nucleare di Beznau si veda qui a pagina 4 del pdf:
http://www.environdec.com/reg/epd144.pdf
sono 2 reattori da 365 MW ciascuno per un totale di 730 MW che producono quasi 6 TWh di energia elettrica e 142 GWh di calore, attraverso un sistema di teleriscaldamento, per le abitazioni.
Da notare il capacity factor medio di quasi il 95 %! In pratica, l'impianto di Beznau lavora per 8.322 ore l'anno su un totale di 8.760 ore!

Nell'articolo di Paolo Casicci, nel Venerdì di Repubblica (in allegato), vengono proposti alcuni sondaggi contrastanti sull'opinione pubblica italiana nei riguardi dell'energia nucleare, poi, alcune dichiarazioni di Chicco Testa (in merito anche allo spot di Forum Nucleare) e i soliti luoghi comuni antinucleare targati Greenpeace e Roberto Rossi di cui si reclamizza il libro "Il bidone nucleare". Quest'ultimo libro, viene utilizzo per denigrare lo studio Ambrosetti anche per la composizione del comitato:
http://www.ambrosetti.eu/_modules/downlo...ry_ITA.pdf
Tra le personalità di spicco figurano Umberto Veronesi (Direttore Scientifico, Istituto Europeo di Oncologia, ora presidente dell'Agenzia per la sicurezza nucleare), Faith Birol (capo economista, Agenzia Internazionale per l’Energia - I.E.A., già citato in questo post) e Nicola Rossi (Professore Ordinario di Economia Politica, Università di Roma Tor Vergata).
Ovviamente, nell'articolo di Casicci, si omettono tutti gli studi internazionali (ne ho parlato diffusamente in questo thread, a partire dal primo post), redatti dalle più prestigiose università, enti governativi, agenzie internazionali che sottolineano la convenienza (economica e ambientale) della produzione di energia elettrica per fonte nucleare.
L'articolo in questione é seguito da un altro articolo di Riccardo Staglianò che riporta tutto il luogocomunismo sui lavori della centrale nucleare finlandese di Olkiluoto il quale si improvvisa anche ingegnere strutturista sentenziando: "il doppio involucro d'acciaio e cemento che dovrà evitare qualsiasi perdita sembra un enorme molare con un'infinità di oturazioni metalliche. Sono i punti di ancoraggio ai quali andranno fissati sostegni di protezioni, alcuni saldati e rifatti tante volte da perdere il conto.". Evidentemente, il nostro "prode" giornalista, deve aver partecipato ai lavori in cantiere, ha visionato le saldature metalliche, ha visto gli esecutivi di cantiere ed essendo un esperto del settore, ha verificato i calcoli strutturali.... strano però che non sappia che quello che lui chiama cemento é calcestruzzo (o col sinonimo di conclomerato cementizio).
Queste sì, che sono persone qualificate per parlare di impianti industriali, di energia e di strutture!
Sui lavori nella centrale di Olkiluoto, ne ho già parlato parecchio, anche qui:
http://www.nuclearmeeting.com/forum/show...591#pid591

Per chi ha avuto il tempo, la pazienza e la voglia di leggermi sino a qui, propongo un ultima riflessione. Gli articoli antinuclearisti presenti praticamente ovunque, dai giornali, alle riviste ai siti web, sono tutti realizzati nello stesso modo, e quelli del gruppo l'Espresso ne sono la prova:
1- l'autore gravita intorno ad associazioni ecologiste o ne é membro
2- l'autore ha spesso una formazione umanistica
3- nell'articolo si citano solo libri o studi redatti da organizzazioni non governative e di carattere politico (Greenpeace, Criirad, Legambiente) o da persone vicini a questi movimenti e spesso privi delle più elementari nozioni tecniche e scientifiche
4- nel raro caso in cui si citano studi prestigiosi, si decontestualizza la frase per renderla funzionale al "teorema" dell'autore dell'articolo
5- utilizzo massiccio di superlativi o prefissi dal carattere evocativo e sensazionalistico, ingigantendo incidenti o semplici anomalie, per esempio
6- denigrazione di chi la pensa diversamente, tacciandolo di convenienza economica nel sostenere il suo favore al nucleare civile o di irresponsabilità
7- evitare il confronto con esperti del settore provenienti dal mondo accademico, molto meglio l'ambientalista alternativo senza titoli di studio idonei.
Meccanismi analoghi a questo, si applicano anche tra la stampa anti-biotech (ogm), anti-tav, oppure quando si parla di terremoti (Giampaolo Giuliani fu spacciato per un esperto da ambienti alternativi quando non aveva e non ha nessuna competenza), di uranio impoverito (la dott.ssa Antonietta Gatti é data per grande esperta dagli ambienti alternativi), di termovalorizzatori (Stefano Montanari, marito di Antonietta Gatti, laureato in farmacia é presentato come esperto patologo e di processi industriali dai soliti ambienti), e così via.

Vediamo se anche in questo caso é vero.
Antonio Cianciullo: laureato in filosofia vicino ai movimenti ambientalisti
http://www.edizioniambiente.it/eda/catalogo/autore/291/
Riccardo Staglianò: giornalista, da dieci anni insegna nuovi media alla Terza università di Roma:
http://www.chiarelettere.it/gw/producer/...p;auth=309
Paolo Casicci: vicino ai movimenti dei Girotondi.
Chi hanno interpellato? Gianni Silvestrini, con un curriculum scientifico ma molto politico:
http://www.edizioniambiente.it/eda/catalogo/autore/292/
che va pure affermando "Nel 2009 l’eolico si è incrementato su scala mondiale del 41% con una potenza installata di 38,3 GW ed una produzione equivalente a quella di 12 centrali nucleari." ma quando mai!? Chi ha fatto questi conti!?
http://massimoberka.postilla.it/2010/04/...lvestrini/
In questi articoli (allegati) é stato dato largo spazio a Lauri Myllysilta (specialista di greenpeace) e a Roberto Della Seta (politico e pubblicista italiano, è stato a lungo dirigente di Legambiente):
http://www.senato.it/leg/16/BGT/Schede/A...025200.htm
http://robertodellaseta.ilcannocchiale.it/
Ma la lista é lunga e ne ho già riportato altri casi di pseudo-esperti (Giulietto Chiesa, Marco Bersani, Ermete Realacci, Virginio Bettini, Daniele Rovai, Angelo Baracca, Maurizio Pallante, giornalisti del gruppo l'Espresso, l'Unità, Liberazione, ecc.) e di "professoroni" o "espertoni" (Gianni Silvestrini, Gianni Mattioli, Luigi Sertorio, Guido Cosenza, Sergio Zabot, Carlo Monguzzi, Mario Tozzi, Luca Mercalli, Vincenzo Balzani, Aldo Iacomelli, ecc.) che prendono svarioni:
http://www.nuclearmeeting.com/forum/show...384#pid384
http://www.nuclearmeeting.com/forum/show...388#pid388
http://www.nuclearmeeting.com/forum/show...390#pid390
http://www.nuclearmeeting.com/forum/show...680#pid680

Riporto breve un dibattito, avvenuto il 6 Giugno 2009, nella trasmissione 8 e 1/2 di La7, tra Franco Battaglia, Gianni Silvestrini e Massimiliano Fuksas sulle rinnovabili e nucleare:
http://www.youtube.com/watch?v=GhQR06VEqaU



File allegato(i)
.pdf File  Affari & Finanza - 17 Gennaio 2011 - Non c\'è recessione per le energie pulite.pdf (Dimensione: 687.19 KB / Scaricato: 2)
.pdf File  Venerdì di Repubblica - 21 Gennaio 2011 . Questione centrale nucleare.pdf (Dimensione: 1.51 MB / Scaricato: 3)

Messaggio modificato il: 23-01-2011 alle 22:07 da sexyteo.

22-01-2011 00:25
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Messaggio: #113
RE:  email su nucleare e media

Si continua a parlare di uranio impoverito, in Sardegna:
http://www.ansa.it/web/notizie/regioni/s...64541.html
ne avevo già parlato alla fine del primo post di questo thread.
In questo articolo, pubblicato sulla rivista specializzata Fisica in Medicina nel n° 2 (aprile-giugno 2004 – pp: 108-114 del pdf), dal titolo "Approccio bioingegneristico alla sindrome dei Balcani" in cui sono illustrati "gli studi della professoressa Gatti dell'Università di Modena e Reggio Emilia, nell’ambito del progetto europeo sulle nanopatologie, la quale ha riscontrato in campioni biologici appartenenti ad alcuni reduci dai Balcani un anomalo inquinamento di micro- e nanopolveri con caratteristiche chimiche insolite." (introduzione a cura di Luca Moro):
http://www.fisicamedica.org/aifm/periodi...dicina.pdf
Ricordo a tutti, l'ho già detto quando ho parlato dell'uranio impoverito (alla fine del post n° 1 di questo thread), la dottoressa Maria Antonietta Gatti é moglie di Stefano Montanari (laureato in farmacia, si spaccia per essere esperto di medicina e ingegneria, é direttore scientifico nell'azienda modenese Nanodiagnostics, di proprietà della moglie e vicino ai grillini!).
Per completezza riporto una critica agli studi della Gatti, da parte dell'ammiraglio (in pensione) Falco Accame:
http://www.ariannaeditrice.it/articolo.p...colo=11149
Ripropongo qui sotto, una esposizione, scientificamente corretta, sull'uranio impoverito redatta dal Dott. Adolfo Esposito dell'I.N.F.N. (Istituto Nazione di Fisica Nucleare):
http://wwwsis.lnf.infn.it/seminars/aespo...erito.html

Messaggio modificato il: 24-01-2011 alle 22:01 da sexyteo.

24-01-2011 21:37
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Messaggio: #114
RE:  email su nucleare e media

Ho trovato e riporto, la relazione che il professor Paolo Randaccio (Università di Cagliari) ha esposto, con "difficoltà", a causa dell'intolleranza del pubblico, nel convegno "Nucleare: Esperti a confronto, la Provincia si interroga sul proprio futuro" tenutosi a Oristano (Sardegna) il 3 Dicembre 2010:
http://www.agenziaenergia.it/pdf/1%20Nuc...cio%29.pdf
Non posso che dire...... che alla disinformatissima e incompetente (per non dir di peggio) opinione pubblica, da fastidio sentire riportare già la sola realtà dei fatti!

sexyteo ha Scritto:

Riporto un caso di ordinario oscurantismo che mi é stato segnalato.
In questo recentissimo convegno:
http://www.agenziaenergia.it/index.php?o...;Itemid=53
é successo che "quando ha preso la parola il professor Paolo Randaccio dell'Università di Cagliari che non ha mascherato la sua simpatia verso l'energia nucleare. L'accademico, infatti, giudica lo sfruttamento dell'atomo come l'unica alternativa sicura all'emergenza energetica che potrebbe verificarsi quando gli idrocarburi non basteranno a soddisfare il fabbisogno mondiale. Randaccio è stato disturbato, interrotto più volte e quasi schernito da alcuni spettatori che non hanno resistito alla voglia di esporre il proprio punto di vista prima del dibattito programmato dopo la fine degli interventi. Tanto che è stato necessario l'intervento del moderatore della discussione, il presidente del consiglio provinciale Mauro Solinas, per placare gli animi più accesi e ricordare alla platea le norme imposte dalla buona educazione e quelle dettate dall'ospitalità.
Diverso il discorso quando è arrivato il turno di Michele Saba, Vania Statzu e Luca Soru, giovani ricercatori che hanno dato più spazio ai temi legati alle fonti energetiche rinnovabili e ai costi, economici e sociali, dell'energia. Il pubblico ha assistito in religioso silenzio accompagnando la fine di ogni intervento con lunghi applausi spontanei.
" (fonte: articolo del 5 Dicembre 2010 - pagina 30 - dal titolo L'atomo non trova sostenitori de la Nuova Sardegna - gruppo l'Espresso, di Claudio Zoccheddu).
Questo la dice lunga sull'oscurantismo nei confronti della tecnologia nucleare (lo stesso si può dire sui cibi transgenici) e queste ulteriori deliranti parole (sempre presenti nella fine dell'articolo) ne sono la conferma: "... la provincia di Oristano è un territorio che deve sfruttare la sua vocazione turistica, lo pensano i cittadini e lo ribadiscono i politici. Per quanto riguarda l'energia nucleare, invece, il fronte del "No" è nutrito e intransigente. L'atomo non solletica proprio nessuno.".
Per quanto riguarda le competenze dei protagonisti di questa vicenda di ordinaria intolleranza, Paolo Randaccio è professore associato di Fisica Applicata, associato all'INFN (Istituto Nazionale di Fisica Nucleare) nel Gruppo V ed è stato per vari anni coordinatore nella sede locale e ha la responsabilità del Servizio di Radioprotezione dell'Università di Cagliari che ha il compito di verificare il rispetto delle norme di sicurezza nell'impiego di sorgenti di radiazione, gestire lo smaltimento dei rifiuti radioattivi, organizzare i corsi di formazione, fornire gli strumenti per la dosimetria personale:
http://clf.dsf.unica.it/clf/index.php?pa...docente=71
L'ing. Luca Soru é titolare di uno "studio di progettazione integrata e consulenza, progettazione integrata di edifici pubblici e privati, commerciali, industriali, residenziali, attestato di qualificazione energetica, marcatura ce, valutazione rischi sul posto di lavoro, rischio acustico, vibrazioni":
http://www.edilizia.com/azienda/Ing_Luca_Soru
Vania Statzu é "ricercatore precario da 9 anni presso varie istituzioni: come economista ambientale e della sostenibilità svolge la sua attività presso il Dipartimento di Ricerche Economiche e Sociali della Facoltà di Scienze Politiche dell’Università di Cagliari":
http://www.sanatzione.eu/wp-content/arch...Statzu.doc
Michele Saba é ricercatore al Dipartimento di Fisica dell'Università di Cagliari:
http://www.dsf.unica.it/~michele/michele...epage.html
e qui da saggio delle sue "competenze" sull'energia nucleare:
http://www.sardegnademocratica.it/artico...cosa-.html
Quanto scritto e linkato si commenta da solo: il curriculum del Prof. Randaccio surclassa la somma degli altri tre, ma nell'Italia di oggi, tutto fa brodo! Toungue

E poi, ancora con lo spauracchio del turismo per via delle eventuali nuove centrali nucleari nei territori d'Italia! E basta! A pagina 7 del rapporto del UN World tourism Organization (UNWTO) si legge che il Paese più visitato dal turismo mondiale é la Francia con 74,2 milioni di visitatori, il secondo sono gli USA con 54,9 milioni, il terzo é la Spagna con 52,2 milioni, il quarto é la Cina con 50,9 milioni ed infine c'é alla quinta posizione l'Italia con 43,2 milioni. Ebbene, i 4 Paesi che precedono l'Italia sono tutti Paesi nuclearizzati, dotati di centrali elettronucleari e a parte la Spagna, anche di armamenti nucleari e di unità navali di superficie e di profondità a propulsione nucleare (tra l'altro, la Francia é la nazione che produce percentualmente più energia elettronucleare al mondo, mentre gli USA hanno il maggior numero di reattori nucleari in funzione al mondo, così come armamenti nucleari):
http://www.unwto.org/facts/eng/pdf/barom...xcerpt.pdf
In allegato, l'articolo completo in questione.
Qui é riportato un interessante articolo, per il grande pubblico, del Prof. Paolo Randaccio:
http://www.sardegnademocratica.it/artico...rche-.html

Messaggio modificato il: 24-01-2011 alle 22:02 da sexyteo.

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RE:   email su nucleare e media

Riporto l'inchiesta sul climagate, pubblicata in lingua italiana dall'Istituto Bruno Leoni (Torino, Dicembre 2010):
http://brunoleonimedia.servingfreedom.ne...rt-ITA.pdf
ringrazio l'utente cher per la segnalazione.

29-01-2011 18:28
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Su Affari & Finanza del 24 Gennaio 2011 (pagine 49 - 50 -52 - 53 -54 -55), vi é pubblicato un Rapporto/Energia che include diversi articoli scritti dai "soliti".
Il primo e lungo articolo é firmato da Antonio Cianciullo, dal titolo Rinnovabili, é boom di investimenti, seguono articoletti vari su smart grid, un articolo firmato da Luca Palmieri intitolato Più concorrenza, tutela dei consumatori l'Authority mette a fuoco la sua strategia, un altro di Christian Benna, L'Italia grande assente nella top 100 delle aziende leader nell'hi-tech green, uno di Giovanni Marabelli, Un anno magro per i titoli dell'energia, uno di Rosa Serrano, La casa verde costa di più, ma conviene, uno di Bruno Pampaloni, Pubblico-Privato, impegno comune per centrare gli obiettivi europei, ed infine un articolo di Stefania Aoi intitolato Dall'agro-energia centomila posti di lavoro in più.

Nell'articolo di Cianciullo si afferma che "Guardiamo i numeri. Nel 2009 sono stati concessi, a livello globale, sussidi per 57 miliardi di dollari a favore delle rinnovabili. Tanti, ma decisamente meno dei 312 miliardi di dollari che, nello stesso anno, sono stati dati ai combustibili fossili.".
Nel 2009, sono stati erogati, a livello mondiale quasi, 60 miliardi di dollari per le rinnovabili, come illustrato a pagina 296 del World Energy Outlook 2010 (pagina 298 del pdf - Figure 9.9 - Annual global support for renewables in the New Policies Scenario), con un notevole incremento di spesa nello scenario dal 2015 al 2035; tale spesa, secondo queste previsioni, raggiungerà i 200 miliardi per l'anno 2035! Come scritto, sempre sul W.E.O. 2010, a pagina 295 (pagina 297 del pdf - capitolo 9 - Costs of renewables - The cost of government support mechanisms) va precisato che "The application of renewable energy on a large scale depends on government incentives to make the unit costs competitive with conventional technologies. Incentives for renewable energy take many forms, from support to developers to support to customers." (si veda da pagina 426 - Government support for renewables - pag. 428 del pdf W.E.O. 2010).
In definitiva, si tratta di incentivi pubblici, a fondo perduto, pagati dai contribuenti. La spesa mondiale di 5,6 miliardi di dollari per l'anno 2009, alla ricerca e allo sviluppo delle rinnovabili, é destinata in larghissima parte per il solare (53%), come illustrato nel diagramma a torta (figura 9.10) di pagina 297 (299 del pdf W.E.O. 2010 - fonte: Bloomberg New Energy Finance databases).
Tuttavia, il contributo dell'energia solare fotovoltaica (PV) per la produzione di elettricità al mondo, nello stesso scenario del 2035, rimarrà trascurabile! Si veda il grafico 10.4 (Share of renewables in total electricity generation by type and region in the New Policies Scenario) di pagina 308 (pag. 310 del pdf - W.E.O. 2010). Inoltre, tra le rinnovabili, l'energia solare (fotovoltaica e termodinamica) é la fonte in assoluto più costosa, anche nella prospettiva al 2020 e 2035! A tal proposito, si veda il grafico 10.5 (Electricity generating costs of renewable energy technologies for large-scale electricity generation in the New Policies Scenario) di pagina 310 (pag. 312 del pdf - W.E.O. 2010). Al contrario, i soldi spesi per le fonti fossili, sono investimenti di compagnie private, per altro assai remunerativi per le tasche degli azionisti, ma comunque non a carico del contribuente!
Nella figura 3.25 (Worldwide upstream oil and gas capital spending by type of company) di pagina 137 (pag. 139 del pdf - W.E.O. 2010) sono riportati gli investimenti nel gas e petrolio per gli anni 2008, 2009 e 2010 delle compagnie del settore (fonte: Company reports and announcements - I.E.A. analysis). La tabella 3.9 (Oil and gas industry investment - nominal dollars) di pagina 136 (pag. 138 del pdf - World Energy Outlook 2010) illustra gli investimenti delle singole compagnie (fonte: Company reports and announcements - I.E.A. analysis).
Nel 2009, l'investimento complessivo, delle compagnie energetiche mondiali, é stato di oltre 400 miliardi di dollari (figura 3.27 di pagina 138 - Worldwide upstream oil and gas capital spending - pagina 140 del pdf World Energy Outlook 2010 - fonte: Company reports and announcements - I.E.A. analysis).
Quindi Cianciullo confonde investimenti privati sulle fossili (remunerativi agli azionisti ma senza spese per la collettività) con incentivi pubblici a fondo perduto, delle rinnovabili (solare in testa) che producono, per altro, pochissima energia!
L'articolo continua affermando che "il fotovoltaico raggiungerà la competitività con altre fonti nel 2020 e nel 2050 fornirà l'11 per cento dell'elettricità globale". Nel 2020, a pagina 310 del World Energy Outlook 2010, il costo del solare fotovoltaico é dato per oltre i 200 $/MWh (pag. 312 del pdf)!
Nell'articolo di Cianciullo i 3 grafici riportati sono stati estrapolati dal grafico di pagina 9 di questo documento della OECD/IEA 2010:
http://www.iea.org/speech/2010/Tanaka/CNIT_eng.pdf
tuttavia, Cianciullo, non ha capito che la previsione dell'11 % di energia elettrica prodotta da fonte solare, su scala mondiale, nel 2050 é riferita al Roadmap Vision Scenario, il quale rappresenta lo scenario più favorevole al fotovoltaico! Infatti, nel Solar photovoltaic energy - Technology Roadmapy 2010, a pagina 14 (16 del pdf), nella figura 5 (Global PV power generation and relative share of total electricity generation):
http://www.iea.org/papers/2010/pv_roadmap.pdf
l'Energy Technology Perspectives 2008 BLUE Map Scenario (ETP model) prevede, nel 2050, il 6 % circa di energia elettrica prodotta attraverso il fotovoltaico nel mondo! Infatti, nello stesso documento, a pagina 13 (pag. 15 del pdf), si afferma: "PV is projected to reach 11% by 2050, almost the double the level estimated in the BLUE Map scenario.".
Va precisato, che l'ETP model é la stima più realistica, perché questo modello é stato sviluppato (pagina 13; pag. 15 del pdf): "over a number of years and has been used in many analyses of the global energy sector. In addition, the ETP model was supplemented with detailed demand-side models for all major end-uses in the industry, buildings and transport sectors."
Al contrario, l'energia elettrica prodotta per fonte nucleare, nelle previsioni al 2050, sarà sempre nettamente superiore alla produzione attraverso l'energia solare, a prescindere dallo scenario, come illustrato nella figura 6 (Global electricity production by source in 2007, and in 2050 in ETP 2010 Baseline, BLUE Map and BLUE High Nuclear scenarios) di pagina 17 (pag. 19 del pdf):
http://www.iea.org/papers/2010/nuclear_roadmap.pdf
nel Baseline 2050, il contributo dell'energia per fonte solare é praticamente irrisorio, mentre nel BLUE High Nuclear 2050 l'energia elettronucleare rappresenterà quasi il 50 % dell'energia elettrica prodotta al mondo nel 2050! Nelle previsioni sino al 2035, il solare (incluso nella voce "Other renewables") rimarrà sempre marginale, a prescindere dallo scenario, come illustrato nella figura 7.1 di pagina 219 del W.E.O. 2010 (pag. 221 del pdf).
Sul significato degli scenari, si legga ne Le prospettive tecnologiche nell'energia 2010 - Scenari e strategie da oggi al 2050 (Energy Technology Perspectives 2010 della I.E.A.) da pagina 3 a pagina 6:
http://www.iea.org/techno/etp/etp10/Ital...ummary.pdf
Nell'articolo si afferma che "nel 2050 ... ci sarà l'equivalente di 3 mila centrali solari da 1.000 megawatt consentendo di evitare l'emissione di 2,3 miliardi di tonnellate di anidride carbonica l'anno.", tuttavia, dalle stesse proiezioni I.E.A. al 2050, il contributo dell'energia nucleare, alla riduzione di anidride carbonica (CO2), in miliardi di tonnellate (Gt) é sempre superiore al contributo ottenuto dalla somma del solare fotovoltaico (PV) e del solare termodinamico (CSP - concentrated solar power).
Come illustrato nel Projected Costs of Generating Electricity - 2010 Edition della I.E.A. e N.E.A., a pagina 179 (180 del pdf), nella figura 10.1 (Reduction in CO2 emissions from the baseline scenario in the power sector in the ACT Map and BLUE Map scenarios in 2050, by technology area), nel primo scenario é ipotizzata una riduzione complessiva di 14 miliardi di tonnellare di CO2 nell'anno 2050 di cui il 14 % dal nucleare, il 5 % dal fotovoltaico (PV) e il 4 % dal solare termodinamico (CSP), che equivalgono a una riduzione di quasi 2 miliardi di tonnellate dal nucleare, 700 milioni di tonnellate in meno dal fotovoltaio e 560 milioni di tonnellate dal termodinamico. Nello scenario più favorevole di riduzione di CO2 per il 2050, sono ipotizzati 18 miliardi di tonnellate in meno di CO2, di cui il 15 % dal nucleare, il 7 % dal fotovoltaico (PV) e il 7 % dal solare termodinamico (CSP), che equivalgono a una riduzione di quasi 2,7 miliardi di tonnellate dal nucleare, 1,26 miliardi di tonnellate in meno dal fotovoltaio e la stessa quantità (1,26 Gt) dal termodinamico. Quindi i 2,7 miliardi di tonnellate di CO2 in meno per il 2050, sono in realtà lo scenario più favorevole che ipotizza complessivamente 18 Gt (miliardi di tonnellate) in meno di anidride carbonica e sono ottenuti sommando il 7 % di fotovoltaico con il 7 % termodinamico (CSP). Quindi Cianciullo, con superficialità, riporta un dato fasullo, riferito addirittura al solo fotovoltaico e senza specificare che é lo scenario più favorevole! L'eolico ha perfomance inferiori al solare (PV + CSP) in entrambi gli scenari (quello da 14 Gt e quello da 18 Gt di CO2 in meno).
L'articolo prosegue, raccontando che "Le emissioni di anidride carbonica evitate passerebbero da 1,6 miliardi di tonnellate l'anno nel 2020 a 3,3 miliardi nel 2030. Quando, cioè, l'energia eolica avrà già evitato, complessivamente, l'emissione di 34 miliardi di tonnellate di C02. Inoltre, osserva il rapporto, «quello che fa la differenza è la velocità alla quale le riduzioni di gas serra vengono compiute» e l'energia eolica è essenziale per arrivare a un rapido declino dei gas serra che dovrebbero toccare il picco attorno al 2020 per poi diminuire progressivamente."
Ovviamente, Cianciullo, omette di dire che un contributo fondamentale alla riduzione di anidride carbonica sarà fornito dall'espansione, già in atto, dell'energia elettronucleare. Il picco del 2020 é un sogno dell'autore e come al solito non viene fatta distinzione tra gli scenari.
Innanzi tutto, é bene precisare che le emissioni di anidride carbonica sono dovute da diversi settori e l'energia elettrica rappresenta un buona parte (41 %), ma non certo la maggioranza assoluta. I trasporti rappresentano il 22 %, l'industria il 20 %, l'utenza residenziale il 7 % e un restante 10 % che include vari settori (servici pubblici e commerciali, pesca, agricoltura, ecc.); si veda pagina XV (pag. 17 del pdf) del CO2 EMISSIONS FROM FUEL COMBUSTION della OECD/IEA, 2010.
Dunque, se si considera il Baseline emissions 2050, le emissioni di CO2 per il solo settore elettrico, aumenteranno inesorabilmente, passando dagli attuali (2010) 28 GtCO2 (miliardi di tonnellate di anidride carbonica) ai 57 GtCO2del 2050. Se invece si considera la BLUE Map emissions si avrà una diminuzione di emissioni di CO2 a partire dal 2020 arrivando a 14 GtCO2. Questo risultato é ipotizzato riconoscendo all'energia elettronucleare un ruolo importante. Si veda questo documento recentissimo (Cancún, 6 December 2010), The role of electricity in deep CO2 emission cuts - Electricity at the core of climate mitigation (I.E.A. Side Event at COP16), a pagina 6:
http://www.iea.org/work/2010/cop16/side_...taylor.pdf
Ribadisco che questi scenari sono riferiti al solo settore elettrico!
Sul How the Energy Sector can Deliver on a Climate Agreement in Copenhagen - Special early excerpt of the World Energy Outlook 2009 for the Bangkok UNFCCC meeting (OECD/IEA, October 2009), a pagina 18 (pag. 20 del pdf):
http://www.worldenergyoutlook.org/docs/w...xcerpt.pdf
si evince come lo scenario favorevole alla riduzione della CO2 (450 Scenario) entro il 2030, non possa prescindere dalle centrali nucleari.

Curioso, come nella Francia "nucleare", si producano (dati 2008) 83 grammi di CO2 per ogni kWh elettrico prodotto, mentre la "verde" Danimarca produce ben 308 gCO2/KWh! Si veda la tabella II.67 di pagina 139 (del pdf) del CO2 EMISSIONS FROM FUEL COMBUSTION.
Non solo; confrontando indicatori fondamentali, si scopre che in Danimarca (dati 2008, tabella di pagina II.193 di pagina 265 del pdf)  si hanno 60,8 tCO2/TJ (tonnellate di CO2 su il totale energia primaria fornita - TPES) e 8,82 tCO2/popolazione (tonnellate di CO2 pro capite), mentre in Francia (dati 2008, tabella di pagina II.211 di pagina 283 del pdf) sono indicati 33 tCO2/TJ (poco più della metà del dato danese) e 5,74 tCO2/popolazione (oltre un terzo in meno della vicina Danimarca). Infatti, secondo il protocollo di Kyoto (Kyoto target), la Danimarca deve ridurre le emissioni di anidride carbonica del 21 %, mentre la Francia non deve ridurre le emissioni (0 %); a tal proposito si veda la tabella 1 di pagina xix (21 del pdf) del CO2 EMISSIONS FROM FUEL COMBUSTION.
Tabelle riassuntive della I.E.A. contenenti indicatori sulla Danimarca e la Francia (le tonnellate di CO2 su il totale energia primaria fornita - TPES - sono espresse in tCO2/toe - tonne of oil equivalent - cioé in tonnellare di petrolio equivalente, anziché in tCO2/TJ; ovviamente non cambia nulla, é solo una questione di unità di misura):
http://www.iea.org/stats/indicators.asp?COUNTRY_CODE=DK
http://www.iea.org/stats/indicators.asp?COUNTRY_CODE=FR

Il giornalista Antonio Cianciullo da però saggio di immensa incompetenza scientifica, per non dir di peggio, in questo articolo online dal titolo L'autogol nucleare:
http://cianciullo.blogautore.repubblica....-nucleare/
Afferma che si tolgono "i fondi che servono a tenere in piedi ospedali, scuole e centri di ricerca" e si domanda se valga la pena investire "più o meno 25 miliardi di euro in una tecnologia (nucleare) su cui le industrie non investono i loro denari?".
Intanto un sistema Paese non competitivo, non attrae gli investimenti, le fabbriche che ci sono vanno via, l'occupazione dimunuisce, le entrate fiscali diminuiscono e non si trovano i soldi per finanziare adeguatamente anche gli ospedali... ergo, l'investimento nucleare rientra tra le scelte strategiche di un Paese che vuole crescere e creare sviluppo, come le altre infrastrutture energetiche, viarie, ecc..
Il delirio prosegue, farneticando "quattro ragioni per mettere in discussione il piano nucleare del governo."
Eccole:
"Primo: la disponibilità di uranio è limitata e le sperimentazioni sui reattori autofertilizzanti hanno mostrato rischi tali da far desistere anche convinti sostenitori di questa filiera."
Il Cianciullo, ha almeno sfogliato il Red Book – Uranium: Resources, Production and Demand 2010!? Sicuramente no e non saprà neanche cosa sia.
Riporto questo articolo di Enrico D'Urso che ne parla:
http://www.newclear.it/?p=2000&cpage=1
si veda anche qui:
http://www.newclear.it/?p=2555http://www.newclear.it
Inoltre, le prossime centrali atomiche di III+ e IV generazione (sempre a fissione) avranno bisogno di ancor meno comubustibile nucleare e il torio rappresenta e rappresenterà una valida alternativa all'uranio (le scorie prodotte sono ancora più facilmente gestibili), in quanto ed é più abbondante sulla terra, seppur non é praticamente presente nell'acqua (al contrario dell'uranio), mentre il nucleare a fusione rappresenterà il futuro più remoto (pagina 85, tab. 10.1):
http://www.nea.fr/html/pub/nuclearenergy..._today.pdf
Tra l'altro, ogni giorno si trovano sempre più reattori che utilizzano MOX:
http://www.world-nuclear-news.org/ENF-MO...03104.html
In questo post ho riportato documenti in merito:
http://www.nuclearmeeting.com/forum/show...642#pid642
"Secondo: a oltre mezzo secolo dalla commercializzazione dell’energia nucleare non è stata ancora individuata una convincente forma di smaltimento in sicurezza di scorie che rimangono ad alta radioattività per centinaia di migliaia di anni."
Falso. Deposito geologico e riprocessamento sono tecniche sicure e affidabili. Ho già affrontato questo argomento, come quello della disponibilità di uranio, in questo thread già dal primo post:
http://www.nuclearmeeting.com/forum/show...381#pid381
"Terzo: in un’epoca segnata dalla crescita della minaccia terroristica neppure la militarizzazione della società, necessaria per ridurre i rischi della filiera nucleare, potrebbe offrire sufficienti garanzie di sicurezza sul ciclo di lavorazione del combustibile perché, dal furto di materiale fissile alla proliferazione nucleare in Stati di scarsa affidabilità politica, le minacce anziché ridursi si stanno moltiplicando."
La filiera nucleare é la più sicura e il fatto che non sia mai accaduto un incidente terroristico ne é la prova.
"Quarto: il costo elevatissimo rende ardua la realizzazione di impianti senza aiuti pubblici e rischia di distrarre risorse e intelligenze dalle strategie di riduzione delle emissioni meno costose e attivabili in tempi rapidissimi."
La costruzione di una centrale nucleare non avviene con finanziamenti a fondo perduto, come per le rinnovabili, ma con prestiti di garanzia, cioé soldi che vanno restituiti con un certo tasso di interesse.
Nella tabella 11.3, di pagina 195 (196 del pdf), del Projected Costs of Generating Electricity - 2010 Edition, ci sono riportate le ipotesi di finanziamento per gli impianti nucleari.
Meglio regalare i soldi alle rinnovabili per produrre frazioni percentuali!?
Rimando a questo post:
http://www.nuclearmeeting.com/forum/show...656#pid656
Alla luce di quanto detto, non si possono definire se non con "deliri" (non voglio essere volgare), le affermazioni del WWF, qui esposte:
http://notizie.tiscali.it/articoli/scien...mondo.html

Gli altri articoli, non riportano alcun dato o grafico degno di nota. In quello di Luca Palmieri vi é un vignetta assai cretina, firmata da tale VAN.
Nell'articolo di Rosa Serrano vengo fatte affermazioni gratuite senza specificare la fonte. Per esempio: "Attualmente, la casa green costamediamente circa il 10% in più di quella tradizionale.", fonte!? Aggiungo che una affermazione del genere é tipica di chi non conosce i costi di costruzione e di progetto. Inoltre sono sufficienti semplici conoscenze di estimo per smentire le stupidaggini contenute nell'articolo. Il prezzo di un immobile é dato in larga parte dalla sua collocazione e questo i cittadini lo sanno bene, in quanto i costi delle case nei centri delle città italiane sono proibitivi anche se hanno vecchie murature ammufite e impianti da rifare!

Allego tutti gli studi qui citati, qualora non sia disponibile il link e gli articoli de La Repubblica in questione.
N.B.: date le dimensioni dei file, ho suddiviso in due parti il World Energy Outlook 2010 e il CO2 emissions from fuel combustion 2010.

Come non dare ragione a un mito come Mario Monicelli quando afferma che: "gli italiani sono fatti così, vogliono che qualcuno pensi per loro... poi se va bene va bene, se va male poi lo impiccano a testa sotto".
http://www.youtube.com/watch?v=cwKA-X6dNLM



File allegato(i)
.pdf File  Affari & Finanza - Rapporto energia - 24 Gennaio 2011.pdf (Dimensione: 3.68 MB / Scaricato: 3)
.pdf File  World Energy Outlook 2010 - IEA-OECD - PARTE I.pdf (Dimensione: 8.05 MB / Scaricato: 6)
.pdf File  World Energy Outlook 2010 - IEA-OECD - PARTE II.pdf (Dimensione: 8.37 MB / Scaricato: 2)
.pdf File  Projected Costs of Generating Electricity - 2010 Edition.pdf (Dimensione: 5.05 MB / Scaricato: 10)
.pdf File  CO2 emissions from fuel combustion 2010 - IEA-OECD - PARTE I.pdf (Dimensione: 4.71 MB / Scaricato: 2)
.pdf File  CO2 emissions from fuel combustion 2010 - IEA-OECD - PARTE II.pdf (Dimensione: 5.67 MB / Scaricato: 2)

Messaggio modificato il: 10-02-2011 alle 01:37 da sexyteo.

03-02-2011 16:28
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RE:   email su nucleare e media

Anno nuovo, problemi vecchi. Come previsto dalla legge 99/2009, l’Autorità per l’Energia Elettrica e il Gas ha presentato ieri alle Commissioni parlamentari la relazione sullo stato del mercato nazionale dell’elettricità e il gas, eccola:
http://www.autorita.energia.it/allegati/...-11pas.pdf
a pagina 42, sulle rinnovabili (non idroelettico) si afferma che "qualora l’energia elettrica effettivamente immessa in rete da tali unità sia diversa da quella prevista, non vengono attribuiti a tali unità i maggiori costi indotti sul sistema che, pertanto, vengono socializzati. Ad oggi non è possibile valutare con sufficiente precisione quale parte dei costi complessivi di dispacciamento è attribuibile alle fonti rinnovabili non programmabili. A ciò si aggiunge il fatto che, a causa della saturazione reale delle reti in alcune zone d’Italia (soprattutto al Centro‐sud), gli impianti eolici subiscono riduzioni della produzione, imposte da Terna per garantire la sicurezza del sistema elettrico.", inoltre (sempre a pagina 42) "La mancata produzione eolica viene remunerata al prezzo zonale orario erogato da Terna nell’ambito del contratto di dispacciamento."; nella pagina successiva (pag. 43), prosegue: "I costi derivanti dagli sbilanciamenti delle unità di produzione da fonti rinnovabili non programmabili e quelli derivanti dalla mancata produzione eolica sono sostenuti dai clienti finali tramite i corrispettivi di dispacciamento, con l’unica eccezione dei costi derivanti dalle attività svolte del GSE (stimati pari a 0,3 milioni di euro l’anno) che trovano copertura tramite la componente A3.".
A pagina 48: "Nell’anno 2010 il costo netto per il sistema è pari a circa 1,7 miliardi di Euro (tabella 3), per una quantità di energia elettrica pari a 38,1 TWh. Il costo netto per il sistema è attribuibile per 0,78 miliardi di euro alle fonti rinnovabili (6,3 TWh) e per i restanti 0,94 miliardi di euro alle fonti assimilate (31,8 TWh). Tale costo netto è posto a carico della componente tariffaria A3 ed è quasi interamente attribuibile ai prezzi di ritiro dell’energia elettrica".
Nella pagina seguente (pag. 49): "La figura 3 evidenzia il costo complessivo (pari a circa 22,8 miliardi di euro), ripartito per fonte, derivante dal ritiro dell’energia elettrica ai sensi del provvedimento Cip n. 6/92 dal 2001 al 2010."; a pagina 55 si afferma che "la rapida realizzazione di impianti fotovoltaici sta avvenendo per effetto degli elevatissimi incentivi oggi previsti e, pertanto, sta comportando altissimi costi a carico del sistema elettrico e aumenti delle bollette elettriche.". Nei diagrammi a torta di pagina 56 sono evidenziati gli elevatissimi costi totali (ripartiti per "tipologia") per le incentivazioni alle fonti rinnovabili per gli anni 2009 - 2010 e 2011, in netta crescita!
Questi costi, quindi (pag. 57) "rischiano dunque di emergere, nel medio termine, evidenti problemi di sostenibilità economica degli attuali meccanismi di incentivazione posti a carico dei consumatori; ciò suggerisce una necessaria rivisitazione del complesso degli stessi meccanismi. Al fine di attenuare l’impatto che tali costi determinano sulle bollette di famiglie ed imprese e rendere le incentivazioni maggiormente efficienti, appare opportuno intervenire urgentemente.".
Costi totali per le incentivazioni alle fonti rinnovabili:
Anno 2009: 2,5 miliardi di euro
Anno 2010: 3,4 miliardi di euro
Anno 2011: 5,7 miliardi di euro

Ogni ulteriore commento é superfluo!

sexyteo ha Scritto:

Il fotovoltaico é una follia, come indicato in questa INDAGINE CONOSCITIVA SULLA STRATEGIA ENERGETICA NAZIONALE dell'Autorità per l’energia elettrica e il gas (AEEG) presentata in Senato il 20 Ottobre 2010 dal Presidente Ing. Alessandro Ortis:
http://www.camera.it/temiap/autorita_ene...101020.pdf
a pagina 24 si legge: "L’incentivazione del fotovoltaico in Italia è oggi una delle più profittevoli al mondo." e prosegue: "Per quanto concerne la valutazione dell’impatto sui clienti finali del sistema di incentivazione della produzione fotovoltaica, l’onere è stato pari, nel 2009, a circa 344 milioni di euro; nel 2010 si prevede che il costo dell’incentivo per il fotovoltaico superi gli 800 milioni di euro per una quantità di energia elettrica incentivata pari a circa 1,8 TWh. A ciò si deve aggiungere l’effetto del nuovo decreto, per cui si stima che nel 2011 il costo dell’incentivo per il fotovoltaico supererà i 1200 milioni di euro. Anche tenendo conto dell’ipotesi che vengano estesi gli attuali incentivi mantenendo le medesime caratteristiche ma con livelli di incentivo decrescenti linearmente fino a ridursi al 50% per gli impianti che entrino in esercizio nel 2020, ci si attende che la spesa per la produzione fotovoltaica si assesterà comunque a circa 3,5 miliardi di Euro all’anno."
Quelli di Report/Raitre non hanno nulla da dire dinnanzi a questo spreco scandaloso di denaro pubblico!?

Messaggio modificato il: 10-02-2011 alle 01:17 da sexyteo.

09-02-2011 19:53
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RE:    email su nucleare e media

Della serie "stupidaggini made in Italy".
Velocità ridotta a 70 Km/h per chi viaggia sulle tangenziali di Milano e domenica a piedi in centro a Bergamo come strumento per combattere l'emergenza smog:
http://www.ansa.it/web/notizie/regioni/l...74877.html
In realtà, le emissioni dei motori a combustione interna (benzina, gasolio, metano, gpl, ecc.), non hanno un andamento crescente con la velocità, o meglio, in termini matematici, il grafico non é quello di una funzione monotona non decrescente, come per esempio questa:
http://upload.wikimedia.org/wikipedia/co...ample1.png
invece la curva che rappresenta le emissioni (CO, NOx) al variare della velocità, é assimilabile ad una "U".
Come illustrato nel HANDBOOK OF TRANSPORTATION ENGINEERING (McGraw-Hill 2004), nel capitolo 20 - Transportation-related air quality (Part III: Safety, Noise and air quality) a pagina 20.8 (pag. 503 del pdf), nelle figure 20.5 (CO emissions versus average speed) e 20.6 (NOx emissions versus average speed), le emissioni (CO e NOx) raggiungono il minimo non con la velocità media più bassa ma intorno a un valore intermedio; alle velocità medie più basse, invece, le emissioni (CO e NOx) sono le più alte.
Le emissioni di composti organici volatili (VOC, nell'acronino inglese), al contrario, diminuiscono con l'aumentare della velocità media di percorrenza; a pagina 20.9 (pag. 504 del pdf) nella figura 20.7 é rappresentato l'andamento decrescente. In termini matematici, diversamente dalle altre emissioni (CO e NOx), il grafico é una funzione monotona decrescente.
I grafici citati, sono stati sviluppati utilizzando il modello MOBILE6, il quale individua 28 modelli di veicoli tra autovetture e camion (tabella 20.2, pagina 20.7 - pag. 502 del pdf) e valuta il "fleetaverage, in-use fleet emission rates for hydrocarbons (HC), carbon monoxide (CO), and oxides of nitrogen (NOx)." (paragrafo 20.4.1, pagina 20.6 - pag. 501 del pdf).
Utilizzando nuovamente le stesse parole del manuale in questione, i "emission factors are correlated to average vehicle speeds. Depending on the pollutant, emissions rates are generally higher at lower average speeds, less sensitive for mid-range speeds, and higher as speeds increase." (paragrafo 20.4.2, pagina 20.7 e 20.8 - pag. 502 e 503 del pdf).
I grafici citati, sono rappresentati in mph per la velocità (1 mph = 1,609 Km/h) nelle ascisse, mentre nell'asse delle ordinate, le emissioni sono espresse in grammi/miglia (1 grammo/miglio = 0,621 grammi/Km).
Va precisato, che gli andamenti delle emissioni variano sensibilmente da modello a modello di autovettura (in base alla cilindrata, potenza, ecc...) e dall'anno di produzione (se é un vecchio EURO2 oppure un più recente EURO3 o meglio EURO4), ma comunque, qualitativamente, l'andamento delle emissioni é quello già descritto in precedenza.
I grafici delle emissioni, specifici per un motore a combustione interna, sono ottenuti mediante la prova al banco che correla anche i valori (diagrammi) di potenza (CV o KW), coppia (Nm o Kgm) e consumi (Km/l).
Anche i consumi (Km/litro) hanno la caratteristica curva ad "U", quindi basse velocità di percorrenza hanno consumi più elevati rispetto a velocità medie. A titolo, qualitativo, si veda questo grafico che in funzione del numero dei giri del motore, rappresenta la potenza, la coppia e il consumo di un motore endotermico (combustione interna):
http://www.hondaclub.it/images/tech/teor...onsumi.gif
Nel TRANSPORTATION ENERGY DATA BOOK EDITION 29—2010, sono riportati esempi di veicoli commerciali, nella correlazione velocità e consumi:
http://cta.ornl.gov/data/tedb26/Edition26_Chapter04.pdf
nella figura 4.2 (Fuel Economy by Speed, 1973, 1984, and 1997 Studies) - pagina 4-29 (pag. 29 del pdf) si evince come i motori moderni, a parità di velocità (anche elevata), consumano assai meno dei modelli di qualche decennio fà. A tal proposito, si veda la tabella 4.1 di pagina 4-2 (pag. 89 del pdf):
http://cta.ornl.gov/data/tedb29/Edition29_Full_Doc.pdf
si é passati dai 13,5 miglia/gallone (5,74 Km/l) del 1970 ai 22,6 miglia/gallone (9,61 Km/l) del 2008 (dati U.S. Department of Transportation, Federal Highway Administration, Highway Statistics 2008, Washington, DC). Nella tabella 4.9 di pagina 4-9 (pag. 96 del pdf), é riportato il consumo (fuel economy) espresso in miglia/gallone (mpg) riferito a varie tipologie di autoveicoli (pickup, monovolume, suv, ecc...), dal 1975 al 2009.
La tabella 4.29 di pagina 4-31 (pag. 118 del pdf), Steady Speed Fuel Economy for Vehicles Tested in the 1997 Study (miles per gallon), riporta modelli commerciali di autovetture, mostrando il variare del consumo (sia urbano che extra-urbano) al variare della velocità.
Il totale delle emissioni in atmosfera (Total U.S. Greenhouse Emissions by End-Use Sector, 2008), é rappresentato dalla tabella 11.4 di pagina 11-5 (pag. 234 del pdf), da cui si evince che il settore che produce più emissioni é quello industriale. Nella tabella (11.5 di pagina 11.6 - pag. 235 del pdf) della pagina successiva, vi é rappresentato il variare delle emissioni per settore (residenziale, commerciale, industriale e trasporti) dal 1990 al 2008. Nel capitolo 12 (da pagina 246 del pdf), Criteria Air Pollutants, si evidenzia la diminuzione delle emissioni (CO, NOx, VOC, PM-2.5, PM-10 e SO2) degli autoveicoli (Highway vehicles), nell'arco di tempo dal 1970 al 2008; ciò é dovuto al miglioramento notevole della tecnologia dei motori.
Per le Serie Storiche delle emissioni dei principali inquinanti in Italia organizzati per settore, si interroghi questo database (dal 1980 al 2008):
http://www.sinanet.isprambiente.it/it/sinanet/sstoriche
Per esempio, le emissioni del particolato più sottile (particulate matter - PM-2.5), sono prodotte per la maggior parte (dati 2008) dagli impianti residenziali (riscaldamento delle caldaie), processi industriali di combustione con contatto (rappresentati da forni siderurgici di riscaldamento successivo, fonderie di ghisa e acciaio, produzione di alluminio di seconda fusione, cementifici, ecc...) e dall'incenerimento di rifiuti agricoli.
Quindi, il traffico veicolare non é la maggior fonte di emissioni; i processi industriali di lavorazione primaria e gli impianti di riscaldamento domestici, rappresentano la causa maggiore di inquinamento atmosferico.
Questo rende inutile e insensato i giorni di blocco al traffico e le domeniche a piedi per diminuire l'inquinamento atmosferico!
In ultima analisi, queste limitazioni del traffico veicolare hanno solo la conseguenza di far diminuire i livelli di servizio e far girare le balle ai consumatori!
Per quanto riguarda i livelli di servizio per una strada tipo A o B (autostrade, extraurbane principali, tangenziali, ecc.), noti a livello internazionale come LOS (levels of service) rimando all'HCM 2000 (Highway Capacity Manual), pagina 21-4 (pag. 768 del pdf).
In sintesi, in condizioni di traffico congestionato (livello di servizio F) o rallentato (livello di servizio D e E), si inquina di più e si consuma più carburante... si perde pure molto tempo e girano le b***e! Toungue

TIPOLOGIA DI EMISSIONI:
CO: monossido di carbonio; é molecola è costituita da un atomo di ossigeno e un atomo di carbonio legati con un triplo legame
http://www.cdc.gov/niosh/ipcsnitl/nitl0023.html
NOx: è una sigla generica che identifica collettivamente tutti gli ossidi di azoto e le loro miscele. Si veda, a tal proposito questo studio del 2006 della O.E.C.D. dal titolo REDUCING NOX EMISSIONS ON THE ROAD:
http://www.google.it/url?sa=t&source...mp;cad=rja
di interesse, la tabella contenuta in questo link:
http://www.engineeringtoolbox.com/nox-em..._1086.html
VOC: Volatile Organic Compounds, sono composti organici volatili gli idrocarburi contenenti carbonio ed idrogeno come unici elementi (alcheni e composti aromatici) sia composti contenenti ossigeno, cloro o altri elementi tra il carbonio e l'idrogeno, come gli aldeidi, eteri, alcool, esteri, clorofluorocarburi (CFC) ed idroclorofluorocarburi (HCFC). Vengono definiti composti organici volatili qualsiasi composto organico che abbia a 293,15 K (20 °C) una pressione di vapore di 0,01 kPa o superiore (definizione dell'art 268 del D.Lgs. 152/2006 e smi).
http://www.epa.gov/iaq/voc2.html#definition
Per maggiori dettagli si veda anche il rapporto Italian Greenhouse Gas Inventory 1990-2008 dell'ISPRA (Institute for Environmental Protection and Research):
http://www.apat.gov.it/site/_contentfile...3_2010.pdf
e qui, rapporto ISTAT Le emissioni atmosferiche delle attività produttive e delle famiglie Anni 1990-2007:
http://www.istat.it/salastampa/comunicat...100202.pdf

Per quanto riguarda il provvedimento di "una temperatura per il riscaldamento inferiore ai 20 gradi centigradi", a parte il fatto che quel valore di temperatura non vuol dire nulla perché sia la scala Kelvin che Celsius sono centigrade (in quanto ottenute dividendo in 100 parti uguali l'intervallo tra due punti fissi fondamentali), quindi, salvo non voler congelare la popolazione, la temperatura a cui si deve far riferimento sono 20° Celsius (20° Kelvin = -253,15° Celsius!).
Detto questo, temperature inferiori a questo valore (20° Celsius) sono ben poco confortevoli per civile abitazione e non raccomandate da nessun manuale tecnico! Secondo la Normativa ISO 7730, che recepisce il criterio di qualificazione di un ambiente mediante la percentuale di insoddisfatti, le condizioni di comfort invernale sono comprese tra 20° e 24° Celsius (in base all'età degli occupanti - bambini, adulti e anziani - e dello specifico locale - cucina, camera da letto, bagno, ecc.) con una umidità relativa (U.R.) del 50%. Si veda la tabella 2.IV di pagina 6:
http://www.taed.unifi.it/fisica_tecnica/...etrico.pdf
Inoltre, il benessere termoigrometrico o thermal comfort è definito dall'American Society of Heating Ventilation and Air-conditioning Engineers ASHRAE come quel particolare stato della mente che esprime soddisfazione con l'ambiente circostante (ANSI/ASHRAE Standard 55 Thermal Environmental Conditions for Human Occupancy). Si veda schematicamente qui:
http://www.rockymtnashrae.com/wp-content...hrae55.pdf

N.B.: l'HCM 2000, date le dimensioni originali del file, é stato suddiviso in 2 parti.

Messaggio modificato il: 14-02-2011 alle 23:57 da sexyteo.

10-02-2011 20:26
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RE:     email su nucleare e media

Riporto un "chiaro" e delirante manifesto del sociologo ecologista Edo Ronchi per il GAS e contro il nucleare:
http://www.forumnucleare.it/index.php/in...ostenibile
Ho trovato utile e di interesse, la replica dell'ing. Carlo Stagnaro, al recente rapporto della Fondazione per lo sviluppo sostenibile, compilata dall’ex ministro dell’Ambiente, Edo Ronchi:
http://brunoleonimedia.servingfreedom.ne...cleare.pdf
Aggiungo, su questo studio intitolato Scenari di evoluzione del sistema elettrico italiano nel medio lungo termine: impatto di nuove tecnologie sulla domanda elettrica e prospettive di sviluppo del sistema di offerta - Analisi con un modello Markal-Times del sistema elettrico italiano (Assoelettrica 2010):
http://www.assoelettrica.it/popup/E_Sist...ttrico.pdf
"Il modello calcola che, nelle ipotesi assunte, il nucleare resti conveniente fino ad una soglia di prezzi del gas - franco centrale – di circa 20 cent €/mc in moneta costante 2008, ovvero di circa 6 €/GJ. Rispetto alle previsioni dello Scenario Base di una crescita dei prezzi del gas da circa 9 €/GJ fino a circa 10 €/GJ sempre in moneta costante, la soglia di convenienza del nucleare sembra dunque lontana: il prezzo del gas dovrebbe dimezzarsi per rendere il nucleare non conveniente, rispetto ad uno scenario in cui il decoupling tra i prezzi del gas e quelli del greggio è già ipotizzato. Vero è che in questo periodo i prezzi spot del gas naturale stanno scendendo sotto la soglia indicata, nonostante quotazioni del greggio piuttosto sostenute; questo fenomeno di natura transitoria è accompagnato dalle dichiarazioni degli operatori italiani del gas, che indicano per gli anni a venire una crescita importante dell’offerta grazie all’entrata in servizio delle nuove infrastrutture di importazione ed al potenziamento delle strutture esistenti. L’argomento è suscettibile e meritevole di approfondimenti. Ciò detto, in questo studio di lungo periodo resta comunque evidente la marcata controtendenza che dovrebbe
subire il settore del gas (una vera e propria rivoluzione, con un rapporto tra prezzo del gas e prezzo del petrolio che scende sotto il 40%) per rendere non conveniente il nucleare. Le aspettative di lungo periodo
indicano dunque che la soglia di convenienza del nucleare rispetto ai prezzi del gas naturale, pur in un quadro di ipotesi particolarmente sfavorevoli al nucleare, non verrà neppure avvicinata, nonostante il disaccoppiamento tra le quotazioni del gas e quelle del greggio.
".
Questa recentissima intervista a Fatih Birol (Chief Economist of the International Energy Agency and Director), mette in evidenza che le fonti rinnovabili non sono da contrapporre al nucleare:
http://www.ilsole24ore.com/art/tecnologi...4849.shtml

Biografia delle persone citate in questo post:
http://it.wikipedia.org/wiki/Carlo_Stagnaro
http://it.wikipedia.org/wiki/Edoardo_Ronchi

11-02-2011 13:29
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RE:      email su nucleare e media

Un altra "perla" di saggezza sull'energia nucleare, targata Erasmo Venosi (laureato in fisica e ricercatore universitario alla Sapienza):
http://www.facebook.com/erasmo.venosi?v=info
Fatemi dire: povera università italiana! Sad
Afferma:
http://massimo.delmese.net/6556/nucleare...confronto/
"Il nucleare sul bilancio energetico mondiale incide realmente per il 2,1%. L’uranio 235 basterà fino al 2030.".
Il nostro "informatissimo" professorino non ha mai visto questi grafici:
http://www.iea.org/stats/pdf_graphs/29ELEC.pdf
http://www.iea.org/stats/pdf_graphs/29TPES.pdf
e questi dati:
http://www.iea.org/stats/electricitydata...RY_CODE=29
Nel 2008, al mondo, si sono prodotte 20.260.838 GWh di energia elettrica di cui 2.730.823 GWh per fonte nucleare, la quale percentualmente rappresenta il 13,5 % circa, inoltre, tramite l'energia nucleare sono state prodotte ulteriormente 12.364 TJ di calore.
Per quanto riguarda il fabbisogno di energia primaria, nel 2008, al mondo, sono stati prodotti 12.368,95 Mtoe, di cui 712,178 Mtoe da fonte nucleare, che percentualmente equivale al 5,8% circa.
http://www.iea.org/stats/indicators.asp?COUNTRY_CODE=29
http://www.iea.org/stats/balancetable.as...RY_CODE=29
il delirio prosegue affermando "Il nucleare serve per produrre energia elettrica", perché con l'eolico e con il fotovoltaico cosa si produce!?
Come ho appena detto, con l'energia nucleare si producono già 12.364 TJ di calore, utilizzato anche per il riscaldamento domestico come avviene per esempio nella centrale nucleare di Beznau in Svizzera (ne ho già parlato, sono 2 reattori da 365 MW ciascuno per un totale di 730 MW che producono quasi 6 TWh di energia elettrica e 142 GWh di calore, attraverso un sistema di teleriscaldamento, per le abitazioni), mentre con l'eolico e il fotovoltaico la produzione non elettrica é zero! Solo con il solare termodinamico si produce la miseria di 58 TJ al mondo (dati 2008).
Come ho già detto, é abbastanza ridicolo riportare i dati basati sul fabbisogno di energia primaria (include tutti i fabbisogni di energia: trasporti, riscaldamento, industria, agricoltura e pesca, ecc.), in quanto l'energia nucleare (come per altro quella idroelettrica e eolica), soddisfa il fabbisogno elettrico di energia, infatti, finché non si adopererà la elettrificazione dei trasporti pubblici e privati (trazione elettrica) e attraverso il teleriscaldamento, rifornire di calore (acqua calda) le abitazioni circostanti (come la Centrale nucleare di Beznau in Svizzera) per il riscaldamente invernale, l'energia nucleare soddisferà prevalentemente il fabbisogno elettrico!:
http://www.nuclearmeeting.com/forum/show...812#pid812
in quel post ho parlato anche della Centrale nucleare di Beznau in Svizzera, mentre degli scenari futuri, qui:
http://www.nuclearmeeting.com/forum/show...841#pid841
Il nostro professorino ha almeno sfogliato il Red Book – Uranium: Resources, Production and Demand 2010!? Sicuramente no e non saprà neanche cosa sia! Come Cianciullo d'altronde (ne ho già parlato nel link di sopra).
Le balle proseguono farneticando che: "Delle 35 centrali in costruzione al mondo (13 bloccate) 20 sono nei Paesi emergenti, 5 in Paesi industrializzati, niente in costruzione in G.B, Germania, Canada, Spagna, Belgio, Olanda e Svezia, mentre ne gli Usa l’ultima centrale è del 1978. Il nucleare italiano è morto nella guerra industria pubblica/privata: Chernobyl seppellì un nucleare già morto.".
Al mondo (dati aggiornati al 6 Febbraio 2011), ci sono 62 reattori in costruzione, per un totale di 64,4 GWe, ben 156 reattori ordinati per 175 GWe e 322 reattori proposti per 367 GWe:
http://www.world-nuclear.org/info/reactors.html

In Gran Bretagna sono stati ordinati 4 reattori per un totale di 6,7 GWe (più altri 9 proposti per altri 12 GWe):
http://www.world-nuclear.org/info/inf84.html
In Canada ci sono 2 reattori in costruzione per un totale di 1,5 GWe e 3 reattori ordinati per 3,3 GWe (più altri 3 proposti per 3,8 GWe):
http://www.world-nuclear.org/info/inf49a...anada.html
L'Olanda ha 1 reattore nucleare, proposto, per 1 GWe:
http://www.world-nuclear.org/WorkArea/li...ItemID=356
Mentre la Germania e la Svezia non hanno in programma la costruzione di centrali nucleari, ma hanno prolungato la vita delle centrali esistenti che contribuiscono già moltissimo nella produzione nazionale di energia elettrica in entrambi i Paesi.
Per la Germania, il 23,3 % (148.495 GWh su 637.232 totali - dati 2008):
http://www.iea.org/stats/pdf_graphs/DEELEC.pdf
http://www.iea.org/stats/electricitydata...RY_CODE=DE
http://www.world-nuclear.org/WorkArea/li...ItemID=332
http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/...78533.html
per la Svezia, il 42,6 % (63.889 GWh su 150.036 totali - dati 2008):
http://www.iea.org/stats/pdf_graphs/SEELEC.pdf
http://www.iea.org/stats/electricitydata...RY_CODE=SE
http://www.corriere.it/notizie-ultima-or...2895.shtml
Spagna e Belgio non hanno nessun reattore in programma ma il nucleare rappresenta già un fonte essenziale per entrambi.
Nella Spagna, il 18,8 % (58.973 GWh su 313.746 totali - dati 2008):
http://www.iea.org/stats/pdf_graphs/ESELEC.pdf
http://www.iea.org/stats/electricitydata...RY_CODE=ES
per il Belgio, il 53,7 % (45 568 GWh su 84.930 totali - dati 2008):
http://www.iea.org/stats/pdf_graphs/BEELEC.pdf
http://www.iea.org/stats/electricitydata...RY_CODE=BE
Dati 2009, riferiti ai maggiori Stati produttori di energia elettronucleare in percentuale:
http://www.iaea.org/dbpage/images/share.jpg
Afferma che "energia elettrica che incide in Italia per meno del 18%"
In Italia, l'energia elettrica rappresenta circa un terzo dei consumi di energia (esclusi i trsporti dominati, ovviamente, dagli idrocarburi):
http://www.iea.org/stats/pdf_graphs/ITBSFC.pdf
Ricordando che 1 Mtoe = 11,63 TWh
http://www.iea.org/stats/unit.asp
http://www.iea.org/stats/indicators.asp?COUNTRY_CODE=IT
il Belpaese ha un fabbisogno di energia primaria pari a 176.03 Mtoe (di cui 155.59 Mtoe importati!), di questi, 29,12 Mtoe (338,72 TWh) sono rappresentati dall'energia elettrica; in termini percentuali, l'energia elettrica, in Italia (dati 2008), rappresenta il 18,72 %, per altro in aumento dal 1990 (quando l'energia elettrica rappresentava il 15,4%), come illustrato nella figura 1 - Evoluzione degli impieghi finali elettrici e del totale impieghi di pagina 9 di questo documento Terna dal titolo PREVISIONI DELLA DOMANDA ELETTRICA IN ITALIA E DEL FABBISOGNO DI POTENZA NECESSARIO ANNI 2010 - 2020:
http://www.terna.it/LinkClick.aspx?filet...mp;mid=434
ma come ho già detto, l'energia nucleare (come per altro quella idroelettrica, eolica e fotovoltaica, ma anche le fossili per il termoelettrico), soddisfa il fabbisogno elettrico di energia! in altre parole, il nostro "professorino" somma le "mele con le pere": praticamente addiziona i kWh elettrici (elettronucleari o non), con la benzina e il gasolio che riempiono i serbatoi delle auto, con il pellet delle stufe, con il kerosene degli aerei, con la nafta pesante delle navi, con il gas del riscaldamento, e via discorrendo! E' evidente l'insensatezza di questo pseudo-ragionamento di Erasmo Venosi!
Questo pseudo-ragionamento, prosegue "coerentemente", affermando che "Le importazioni di energia elettrica sono pari al 5% dei consumi primari"! Ho già argomentato diffusamente, che questa percentuale del 5% non ha senso ed é pure sbagliata (quella vera é poco inferiore al 2,5%, ma il discorso non cambia e poi ribadisco che non si possono sommare le "mele con le pere"). Come ho già spiegato qui:
http://www.nuclearmeeting.com/forum/show...711#pid711
l'Italia é in deficit energetico perché esporta 3.398 GWh (elettrici) ma importa ben 43.433 GWh (elettrici), in pratica, questo passivo é di circa 40 TWh! Su una produzione nazionale di 319.130 GWh, il passivo (40.035 GWh) pesa per il 12,54%:
http://www.iea.org/stats/electricitydata...RY_CODE=IT
Invece, la Francia, importa 10.683 GWh elettrici, ma esporta ben 58.689 GWh elettrici; in altra parola chiude con un attivo di quasi 50 TWh!
http://www.iea.org/stats/electricitydata...RY_CODE=FR
da notarsi come il loro attivo (francese) é il nostro passivo (italiano)!
Il delirio prosegue: "Importiamo energia non perché ci manca la potenza – che è superiore di un terzo alla massima richiesta-ma perché le centrali nucleari non possono essere spente di notte! Il sistema elettrico francese ha necessità di vendere ai Paesi confinanti per garantire la stabilità del proprio sistema elettrico.".
Sempre il quel post (n° 87), ho già scritto che in Italia ci sono 101,5 GWe installati, ma la disponibilità effettiva di potenza é assai minore e pari a 67 GWe, perché, come riportato sui dati Terna (Impianti di generazione - tabella 8 di pagina 3):
http://www.terna.it/LinkClick.aspx?filet...p;mid=2501
1- L'indisponibilità da fonte idroelettrica è da ricondurre essenzialmente a motivi di carattere idrologico che si presentano sistematicamente nel periodo invernale oltre che ad avarie o limitazioni per cause esterne.
Inoltre il dato di potenza efficiente netta rappresenta il valore massimo di potenza che si raggiunge con le massime portate d'acqua. Poichè d'inverno si è normalmente in presenza di scarsa disponibilità idrica rispetto agli altri periodi dell'anno, gli impianti idroelettrici funzionanti erogano comunque una potenza netta sensibilmente inferiore a quella efficiente.
2- L'indisponibilità da fonte termoelettrica è da ricondurre sostanzialmente:
• ad indisponibilità per cause non programmabili degli impianti;
• ad arresti di lunga durata, ripotenziamenti, mancate autorizzazioni impianti a funzionamento stagionale (quali, per esempio, quelli degli zuccherifici a tipico funzionamento tardo primaverile);
• a potenza censita non più operativa.
3- La produzione di tali impianti (eolici e fotovoltaici) è connessa ad una fonte primaria molto discontinua. Pertanto, di norma si considera una potenza disponibile alla punta pari a circa 25% della potenza installata.
Va anche precisato che nessuno ci obbliga acquistare energia elettrica, lo facciamo solo perché é più economico che produrla in casa e poi i reattori nucleari sono modulabili come altri impianti termoelettrici. A titolo d'esempio riporto questo reattore ATMEA1 che può scendere sino al 30% della produzione massima (100%):
http://www.atmea-sas.com/scripts/ATMEA/p...1&L=EN
in altre parole, se richiesto, può ridurre del 70% la produzione rispetto al valore massimo. A pagina 257 di questo libro di APPUNTI DI IMPIANTI NUCLEARI Parte II A: Filiere del Prof. Bruno Guerrini e dell'ing. Sandro Paci (Facoltà di Ingegneria - Dipartimento di Ingegneria Meccanica, Nucleare e della Produzione - Università di Pisa), si legge che "i progressi fatti nell'ambito del controllo e della regolazione degli impianti nucleari dimostrano come oggi essi siano diventati macchine flessibili, in grado di fornire le stesse prestazioni degli impianti termoelettrici tradizionali. Gli studi effettuati, convalidati da una serie di esperienze e test operativi, hanno dimostrato la possibilità di far fronte alle richieste della rete elettrica senza compromettere il livello di sicurezza e con un alto grado di affidabilità. La flessibilità raggiunta non ha compromesso la competitività dell'impianto e ha avuto il merito di dare un impulso all'acquisizione di nuove conoscenze ed alla loro applicazione.":
http://www.fisicamente.net/SCI_SOC/NUCLEARE-filiere.pdf
Nel caso specifico, in Francia:
http://www.rte-france.com/fr/developpeme...beDeCharge
il nucleare passa in poche ore da 60 a 75 GW. In altre parole, le centrali francesi attuali sono le più modulabili fra tutte quelle al mondo, perchè le hanno proprio studiate così; in altri Paesi, la porzione di nucleare è molto più bassa e quindi c’è la convenienza di modulare altre fonti, quali gas o altro ancora.
Di sicuro, l'Italia ha una delle bollette elettriche più care d'Europa, anzi, la più "salata", se si considera il costo del KWh al netto delle tasse per gli utenti domestici (household consumers) e la seconda bolletta più cara per le imprese (industrial consumers) dopo Cipro (CY), come illustrato in questo documento Eurostat - Environment and energy riferito al Electricity prices for first semester 2010:
http://epp.eurostat.ec.europa.eu/cache/I...046-EN.PDF
la Francia (FR), al contrario, ha prezzi molto competitivi sia per l'utenza domestica che per le imprese! In Francia, le imprese, pagano il KWh circa la metà delle nostre aziende!

Quindi, anche sul "versante" energetico, oltre a gravare sulle famiglie, l'Italia non é competitiva e non può certo attrarre imprese. Si veda anche qui:
http://www.energy.eu/
http://appsso.eurostat.ec.europa.eu/nui/...mp;lang=en
La bolletta elettrica di 40 - 45 TWh, circa, che l'Italia paga tutti gli anni alla Francia nucleare é pari a svariati miliardi di euro! Con un costo di soli 0,10 €/KWh (quelli importati), l'Italia paga alla Francia tra i 4 e i 5 miliardi di euro l'anno! In altre parole, é come se l'Italia comprasse alla Francia, ogni anno, un reattore EPR da 1,6 GWe!
I deliri del nostro "professorino", qui raggiungono l'apice: "Meglio puntare su risparmio, efficienza, fonti rinnovabili e ricerca sul nucleare con ultrasuoni che non utilizza materiali radioattivi ma ferro e produce tre volte più energia.". La stramapalata "teoria" del Prof. Fabio Cardone (fisico e ricercatore presso l'Università Roma3), sulle reazioni piezonucleari (mai osservate!), riporto una documentazione critica a questa "teoria":
http://arxiv.org/pdf/0910.3501v1
ne ho già parlato qui:
http://www.nuclearmeeting.com/forum/show...626#pid626
Altre fesserie: "il nucleare sarà finanziato dal pubblico".
Devo continuamente ripetermi: la costruzione di una centrale nucleare non avviene con finanziamenti a fondo perduto, come per le rinnovabili (eolico e solare, per lo più), ma con prestiti di garanzia, cioé soldi che vanno restituiti con un certo tasso di interesse.
Nella tabella 11.3, di pagina 195 (196 del pdf), del Projected Costs of Generating Electricity - 2010 Edition, ci sono riportate le ipotesi di finanziamento per gli impianti nucleari.
Meglio regalare i soldi alle rinnovabili per produrre frazioni percentuali!?
Già parlato qui:
http://www.nuclearmeeting.com/forum/show...841#pid841
Altre affermazioni gratuite: "indipendentemente dalla tecnologia utilizzata la probabilità di un incidente cresce con il numero dei reattori ed è pari a 1 ogni 10mila anni di funzionamento.", quali calcoli ha effettuato, il nostro professorino!? Addirittura a prescindere dalla tecnologia... ergo un reattore del tipo RBMK-1000 (quello di Chernobyl, per capirci) é assimilabile, come sicurezza a reattori tipo EPR o AP1000!?
http://www.iop.org/events/scientific/con...index.html
evidentemente, il nostro "professorino" si é "documentato" vedendo film come "Sindrome cinese" (The China Syndrome - un film del 1979 di James Bridges con Jane Fonda, Jack Lemmon e Michael Douglas).
Comunque, la probabilità di meltdown (incidente nucleare di grave entità in seguito al quale il nocciolo del reattore fonde completamente trasformandosi in una massa lavica) è intorno a 1/1.000.000 reattori anno il che significa che con 500 centrali in funzione un meltdown potrebbe avvenire ogni 2000 anni. A Three Mile Island (1979) si è visto come anche un gravissimo meltdown non è detto che abbia pesanti ripercussioni sull’ambiente circostante. In ogni caso, Il contenimento di sicurezza di un EPR, è realizzato a doppia parete con un sistema di ventilazione e filtraggio. Nonostante i sistemi di sicurezza riducano la probabilità di un incidente quasi a zero, tale struttura impedisce un rilascio radioattivo all’esterno. Può sopportare pressioni e temperature molto alte, anche nell’ipotesi (di fatto altamente irrealistica) di fusione del nocciolo (meltdown).
A pagina 20 (pag. 22 del pdf), nella figura 7 - Number of nuclear power plant construction starts each year, 1955 to 2009 - del Technology Roadmap Nuclear Energy (OECD/IEA and OECD/NEA, 2010)
http://www.iea.org/papers/2010/nuclear_roadmap.pdf
si evince come nel mondo si sia ripreso, da una decade, a costruire con vigore, centrali nucleari.
Ne ho già parlato qui:
http://www.nuclearmeeting.com/forum/show...712#pid712

Messaggio modificato il: 24-03-2011 alle 12:30 da sexyteo.

16-02-2011 15:30
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