Nuclearmeeting - il forum di archivionucleare

Versione completa: DUPIC, parliamone
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questo acronimo sta per

direct use of spent PWR fuel in CANDU

la base del concetto è la seguente:

1- si usa un reattore LWR classico, alimentato ad uranio arricchito
2- si estrae il combustibile utilizzato, lo si manipola e trasferisce in barre di lunghezza diversa, lo si inserisce in un reattore di tipo CANDU
3- si usa un reattore CANDU, alimentato con combustibile esausto

il concetto è possibile, perchè il CANDU grazie all'impiego dell'acqua pesante può funzionare ad arricchimenti molto bassi, cioè con l'uranio naturale o con l'uranio uscito da un altro reattore

la domanda che pongo a voi frequentatori del forum è la seguente

all'Italia conviene un ciclo EPR/AP/ESBWR--> reprocessing / direct disposal, o forse sarebbe meglio invece un ciclo EPR/AP/ESBWR --> fuel fabrication --> CANDU --> reprocessing/direct disposal; quali i vantaggi dell'uno e dell'altro? quali le vostre opinioni?
Premetto che non conosco bene il DUPIC.

L'ESBWR e' un reattore di 3 generazione (anzi, 3+ gen.) non ancora costruito (a quanto ne so io); i giapponesi credo abbiano installato l'ABWR (da cui e' stato derivato ESBWR).
Dubito fortemente che in italia si costruira' mai un reattore su cui si ha poca esperienza...

Poi parli di ciclo... in che senso?? Ti riferisci alla possibilita' di installare un EPR, un AP e un ESBWR?? e anche un CANDU? In italia?

Sposto un po' la discussione.
Sinceramente dubito fortemente che in italia venga messo in atto il piano di rilancio del nucleare, ci vorranno anni... per ora ho sentito molte chiacchiere, di pessima qualita'...
E si sa, in italia i politici sono bravi a parlare...
E i soldi??? Non so se e' facile trovare investitori in italia.
E poi il grande problema: l'accettazione popolare... in italia ti creano problemi per fare una discarica, per non parlare degli inceneritori, figurati di installare un NPP.
Il nostro e' il paese del referendum contro il nucleare (!!!), che pero' acquista, a caro prezzo, energia dall'estero prodotta per via nucleare; il nostro e' il paese che in 20 anni non ha saputo attuare un piano alternativo di produzione dell'energia elettrica.
Vogliamo poi parlare del deposito nazionale??? Altro evento vergognoso: a partire dagli studi fatti male, non definitivi e in troppo poco tempo, passando poi per le proteste popolari e finendo con la decisione tecnicamente immotivata della rinuncia a quel sito (e se non ricordo male, addirittura, al depennamento dalla lista dei possibili siti... cosa priva di senso).
Polemica politica: ricordiamoci che c'e' silvio al governo... e si sa chi e' quell'uomo... e mi fermo qui'.

Se poi vogliamo parlare della soluzione tecnica "teorica", altro discorso...




Credo che un adeguata mobilitazione possa essere messa in atto non col disfattismo a priori ma unendo le forze della scienza e dell'informazione. Questo mediante la partecipazione di ingegneri nucleari, politici, diffonditori di informazioni, insomma con una campagna a favore delle centrali nucleari che dia al popolo messaggi positivi ma scientificamente validi e politicamente sostenibili.
Vorrei cercare di fare questo col mio comitato. Scrivetemi a oknucleare@comune.re.it
grazie,
Ettore
caro ettore,
sono d'accordo. L'informazione e' assolutamente necessaria.
Il problema e' che c'e' moltissimo pregiudizio e temo che molti preferiscono navigare nell'ignoranza e postulare che il nucleare e' "cattivo", piuttosto che leggere qualcosa di serio, divenire critici scientificamente ed accettare che il nucleare e' una tecnologia buona e che il suo utilizzo migliorerebbe il mondo (e non il contrario).
Un mio prof, il buon Cerullo, diceva (anzi dice) "l'ignoranza di certa gente e' seconda solo alla loro presunzione". Ed e' assolutamente vero.
Il guaio e' che la stessa gente "acculturata" a volte sostiene che il nucleare e' pericoloso. Conosco ingegneri e parecchi tecnici che hanno questa idea.
Per non parlare poi dei 'paladini' della natura che ritengono di aver fatto studi sul nucleare....
vabbe' ora sto discostando troppo dall'argomento da te proposto...
Si potrebbe aprire una discussione su "nucleare e impatto socio-politico".
concludo la parentesi dicendo che i comitati non sono risolutivi... ci vuole la buona volonta' di tutti.
E la politica deve seguire le ragioni di Stato, andando anche contro il parere popolare.
scusatemi, cortesemente, non ho aperto un topic su nucleare sì o no in italia, ho aperto un topic che prendendo ad esempio l'italia è teso a discutere vantaggi, svantaggi, etc. di una filiera rispetto ad un altra, posto che reputo difficile che l'italia torni al nucleare direttamente con un ciclo candu mi chiedo molto banalmente se sia almeno in ipotesi conveniente tornare al nucleare con gli lwr ma integrarli con degli hwr, in una strategia "dupic"

ricordo che in Italia un HWR, sia pure se problematico (coeff vuoto positivo) è comunque stato costruito, anche se mai acceso, e si trattava del CIRENE, quindi una logica poteva averla un sistema candu, e forse anche un dupic, o no?

non è importante tornare o no, è un presupposto che si torni, poi se sarà così o no è secondario rispetto al tema
Pur non avendo ancora dato l'esame di impianti nucleari, penso che gli lwr siano da preferire perche' sono commercialmente piu' diffusi degli hwr. Inoltre l'acqua pesante e' piu' problematica da gestire, oltre ad essere molto costosa.
Un ulteriore vantaggio (economico) della filiera hwr e' l'indipendenza dal servizio di arricchimento.
Alla luce di quanto imparato dall'esame di "tecnologia dei materiali nucleari", mi viene da fare le seguenti considerazioni.
La possibilita' di usare combustibile esausto dipende dalla sua composizione allo scarico dal lwr, in particolare di quanto e' avvelenato. Il reprocessing e' costoso, e forse prendere il combstibile esausto, ripulirlo e metterlo in un candu, e' economicamente meno vantaggioso del prendere uranio naturale e costruire elementi combustibile per hwr.
Bisognerebbe valutare l'impianto di riproccessamento del combustibile proveniente dal lwr.
Tieni presente che lo scopo del riprocesamento e' recuperare U235 e Pu239 con cui fabbricare il MOX e ridurre la quantita' di scorie da avviare allo stoccaggio (USA e Svezia, mi sembra, non praticano il reprocessing). Fare un impianto per la sola eliminazione dei veleni potrebbe essere svantaggioso.
Dovresti avere due impianti (o un impianto con due linee): uno che si occupa della sola "bonifica" del combustibile e uno che fa il reprocessing in senso "classico".
Considera pure che uno dei vantaggi dell'EPR e' ottimizzare l'uso del combustibile e minimizzare la produzione di attinidi minori (Cm247, Am243, Np237, ecc) che sono a lunga vita; se poi prendi lo scarico e lo invii ad un candu vanifichi questo importante vantaggio, che contribuisce enormemente ad una migliore accettazione sociale del nucleare. Io escluderei l'EPR da quel ciclo.

Cmq, concettualmente e' possibile, ma a livello di impianto e di sfruttamento economico se ne puo' parlare solo conoscendo i dati e le tecnologie disponibili, facendo qualche bilancio.

Il CIRENE mi sembra non sia mai stato completato, cmq non e' mai stato messo in servizio.

a quanto mi pare di aver letto non c'era un problema di avvelenamento dell'esausto e non si pensava ad un vero e proprio reprocessing prima del passaggio a candu, ma ci sono difficoltà nel tagliare e reinserire in barre adeguate ai candu gli elementi da lwr, che ovviamente -a differenza del combustibile "fresco" da fabbricare per gli LWR- sono caldi e radioattivi a livelli che una vicinanza di pochi minuti ti stampa una croce addosso, e che quindi implicano robotizzazioni etc. ma potrei sbagliarmi

inoltre mi pare di aver letto che invece il doppio passaggio tendesse proprio a ridurre gli attinidi e il plutonio, fra le altre cose
altro che pochi minuti...
la robotizzazione e' d'obbligo.
Inoltre l'elemento combustibile subisce il fenomeno dello swelling (il rigonfiamento): per effetto dell'irraggiemento la densita' diminuisce; inoltre il rigonfiamento non e' isotropo (si ha la famosa forma a clessidra, secondo il modello di gittus-verder).
insomma, di certo non puoi sfilare e reinserire le pastiglie di combustibile; anzi, per via della durezza, penso che al 100% si frantumano durante il taglio.
La procedura standard prevede dopo il taglio la dissoluzione in acido solforico.

Smontare l'elemento combustibile dopo l'irraggiamento mi sembra un cosa improbabile... cmq, se il dupic lo prevede mi informero' meglio.

L'avvelenamento dipende dal ciclo in pila e cmq c'e' sempre; lo puoi ridurre, ma qualche "schifezza" si crea sempre.
cerchero' un po' di info su questo su questo DUPIC.
Te quale fonte hai usato??
appunto pochi minuti, si tratta di dosi elevatissime.. ma quanto ai veleni, dicevo, mi potrei sbagliare... comunque son venuto a sapere del DUPIC qui, seguendo nell'ordine questi 3 link

http://www.world-nuclear-news.org/C-Cana...erms=dupic
http://www.nuclearfaq.ca/brat_fuel.htm
https://eed.llnl.gov/ncm/session1/Park_abstract.pdf

mi pare che si tratti non di aprire ma di TAGLIARE le barre, per metterle negli elementi dei candu. Occorre infatti che siano più corte.
Riporta:

anzi, per via della durezza, penso che al 100% si frantumano durante il taglio.


meccanico?
ma in ipotesi un laser industriale?
la pastiglia risulta "imparentata" con la camicia.
Inoltre e' tutto deformato e irregolare; penso che il taglio laser sarebbe cmq difficile e poco utile. E poi cosa fai con le pastiglie?? Quando vengono impilate c'e' una tolleranza geometrica; se sono tutte sformate e' un casino...
Per avere una distribuzione di potenza adeguata nel nuovo elemento per il candu dovresti fare una selezione delle pastiglie "riciclate".
Boh, mi sembra una cosa un po' complicata.


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